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Davide contro Golia nella guerra dell’acqua: così Misiliscemi sfida Trapani

La disputa su un campo di pozzi e sui fondi spesi per le manutenzioni

02 Settembre 2025, 09:29

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Nel cuore del Trapanese, dove i rubinetti restano a secco e le autobotti diventano routine, si consuma una battaglia che va oltre le valvole e le taniche: è lo scontro tra il neonato Comune di Misiliscemi e il gigante amministrativo di Trapani.

Una sfida che ha il sapore di Davide contro Golia, con l’acqua come posta in gioco. E se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che a volte Davide può davvero battere Golia.

«Non siamo un quartiere di Trapani, siamo un Comune a tutti gli effetti», rivendicano con forza i rappresentanti locali. E mentre Trapani continua a guardare con una certa perplessità alla crescita del suo “figliol prodigo”, Misiliscemi rilancia con una visione del territorio che punta su sostenibilità e partecipazione civica. La sfida è anche simbolica: da un lato Trapani, città storica e capoluogo con una macchina amministrativa rodata; dall’altro Misiliscemi, laboratorio di democrazia che cerca di dimostrare che anche i piccoli possono fare la differenza.

Tutto è iniziato con l’acquisizione da parte di Misiliscemi di un campo pozzi nel proprio territorio, riconosciuto dalla Regione come di competenza del nuovo ente. Ma Trapani, con una mossa decisa, ha messo i lucchetti agli impianti di Marracco, accusando il sindaco Salvatore Tallarita di aver riattivato le pompe senza autorizzazione. Da lì, accuse incrociate, diffide e ora l’approdo in Procura.

Tranchida punta il dito: «Misiliscemi ci deve oltre 3 milioni di euro per lavori e manutenzioni». Tallarita replica: «Abbiamo pagato quanto richiesto, ma mai ricevuto rendiconti chiari. Parlare di debiti è solo propaganda». Trapani sostiene di essere in possesso di un decreto regionale di gestione della rete ma Misiliscemi replica che all'articolo 1 di tale decreto, si evidenzia a chiare lettere che la gestione è «in deroga» e che la stessa si esaurisce con l'istituzione dell'Ato.

«Considerando che l'Ati esiste da diversi anni – dice Tallarita - la competenza di gestione del sistema deve essere solo ed esclusivamente del suddetto soggetto in quanto, con decreto successivo, si sono insediati commissario e funzionari dirigenti». Trapani ha annunciato un esposto per interruzione di pubblico servizio e prepara un decreto ingiuntivo da oltre 3 milioni. Misiliscemi, dal canto suo, non arretra.
Nel frattempo, il governo regionale si mostra forse troppo silente, mentre i cittadini restano ostaggi di una crisi idrica che non fa sconti. L’opposizione regionale ha presentato un’interrogazione con la deputata m5s Cristina Ciminisi che parla di «ennesimo fallimento della politica locale e regionale».