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Affitti: Evi (Avs), ‘disuguaglianze abitative in crescita, diritto alla casa negato’

Di Redazione |

Roma, 7 amg. “Voglio ringraziare Ilaria Lamera e la sua protesta davanti al Politcnico di Milano in piazza Leonardo Da Vinci e tutte le ragazze e i ragazzi che si sono uniti a lei per denunciare la follia del caro affitti. Affittare una stanza costa 700€ al mese a Milano, uno stage, quando è retribuito, è pagato se va bene 650€. 8.500 posti in studentati a Milano, a fronte di 120.000 studenti fuorisede. Numeri che danno l’idea della situazione esplosiva. E questo problema non riguarda certo solo Milano ma molte altre città italiane”. Così Eleonora Evi, deputata di Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“Oggi o hai una famiglia che può permettersi di pagare cifre da capogiro per un affitto o, al limite, devi fare il pendolare, passando ore di viaggio su treni spesso in ritardo e malmessi. Perchè un’alternativa non c’è. E tutto ciò non fa altro che alimentare la forbice delle disuguaglianze sociali, tra chi può permettersi di pagare e chi no, tra chi può investire nel proprio futuro, formazione e lavoro, e chi no”.

“Eppure ci sono tante esperienze europee che hanno saputo dare risposte efficaci per garantire alloggi di qualità agli studenti, investendo in soluzioni innovative, che non consumino ulteriore suolo prezioso, come i container modulari a Berlino, Copenhagen, Amsterdam, Le Havre con la “citè à docks” che risale già a ben 13 anni fa”.

“Da noi? Tutto fermo. Se consideriamo che l’Italia spende briciole di PIL per politiche abitative sociali in confronto con il resto d’Europa. E oggi il problema esplode”, continua Evi.

“Aggravato ulteriormente da un altro fenomeno in crescita da dopo il covid, ovvero gli affitti brevi” afferma e aggiunge “Noi della Alleanza Verdi Sinistra avevamo già messo bene a fuoco il problema, inserendo nel nostro programma l’introduzione di limiti a questo fenomeno per contrastare l’emergenza abitativa, soprattutto nelle grandi città. Per questo proponiamo che ai Comuni sia data la facoltà di individuare la soglia massima di posti letto destinabili ad affitti brevi, comunque con un limite massimo pari al 20% della popolazione residente.”

“Oggi in molte città italiane il diritto alla casa e all’abitare non è più garantito. Tanto il prezzo di acquisto di una casa, quanto il costo di un affitto, sono ormai proibitivi per salari e stipendi troppo bassi. Tutto questo è profondamente ingiusto e inaccettabile”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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