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Africa: Tajani, ‘impegno comune con missionari, Governo vara il ‘Piano Mattei”

Di Redazione |

Roma, 7 dic. C’è un impegno comune fra il Governo e il lavoro dei missionari che “operano in Paesi come l’Africa, il sud America e dove c’è la guerra. L’Italia è un paese vocato all’apertura, protagonista positivo nel mondo e il nostro Governo si basa su valori come la centralità della persona. Così come la nostra politica estera, con i militari italiani che aiutano chi soffre, e lavorano per la pace, in Libano e in Africa. E portatori di pace sono i missionari che lavorano con slancio e impegno e dobbiamo essere loro grati per ciò che fanno nel mondo e in particolare in Africa, portando aiuto, acqua, salute e pace, cercando di mediare fra tanti sacrifici e rischi”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, aprendo alla Farnesina la Conferenza dei missionari italiani intitolata ‘La persona al centro’.

“I missionari italiani sono un fiore all’occhiello per il nostro Paese – ha aggiunto Tajani – Sono d’esempio ovunque e sono portatori della nostra lingua nel mondo e della nostra politica estera. Siamo parte di un progetto comune. Il governo ha deciso di investire molto in Africa con il piano Mattei, che dovrebbe essere ancora più esteso, diventando una strategia per crescere insieme, perché l’Afirca non sia nuovamente colonizzata e militarizzata, ma cresca grazie alle proprie risorse. Anche il problema migratorio dev’essere risolto in un modo strategico, costruendo percorsi che permettano la crescita del continente africano”.

“Problemi come il cambiamento climatico – prosegue il ministro degli Esteri – fa anche sì che molti pastori si arruolino. Esistono inoltre carenze strutturali, come quella di ospedali, guerre spietate, per non parlare di ciò che succede in Medio Oriente. Esistono problemi legati alla droga, come in sud Africa. Dobbiamo impedire ai trafficanti di esseri umani di sfruttare le persone, facendo anche traffico di droga e di armi. E’ una catena da smantellare partendo dalla radice del problema. Questo è il nostro modo di fare politica estera, assieme agli italiani. I missionari sono parte della nostra politica estera, di pace e a favore della convivenza”.

“Abbiamo fatto dell’Africa una nostra priorità e siamo pronti a fare tutto ciò che serva per aiutare i giovani africani a formarsi ed essere ambasciatori del nostro paese. Abbiamo raggiunto un accordo con l’università di Perugia, dove studenti africani che parlano perfettamente l’italiano avranno l’opportunità di lavorare in nostre aziende e di lavorare in aziende italiane che operano in Africa. Vi sono grato per il vostro lavoro e per lo spirito con cui operate. La vostra è una spinta trascendente che va al di là della spinta immanente, seppure positiva. L’aspetto religioso deve continuare a essere presente come un fatto pubblico, per questo ho voluto organizzare questa conferenza. Perciò abbiamo deciso di parlare della centralità della persona: ciascuno è diverso dagli altri ma ciscuna persona è un mondo e ogni vita è una ricchezza per tutti”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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