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Aziende: facciamo il punto sugli effetti della digitalizzazione sul work engagement

Di Redazione |

Roma, gennaio 2023 – Fino a qualche tempo fa le aziende erano solite licenziare i propri dipendenti per far fronte a una crisi, affrontare una ristrutturazione aziendale o come conseguenza di una grave recessione. Negli ultimi anni la tendenza sembra essersi invertita, come dimostra la Great Resignation, il fenomeno che dagli Stati Uniti si è esteso anche all’Europa, Italia compresa.

L’abbandono in massa dei posti di lavoro ha interessato 48 milioni di americani nel 2021, causando carenza di personale in tutti i settori. Secondo l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, in Italia nel primo semestre del 2022 oltre 1 milione di persone ha deciso di lasciare il proprio lavoro: un aumento del 31,73% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Questo fenomeno è dovuto a numerose cause, spesso interconnesse tra loro: tuttavia, la ragione principale si può rintracciare nel fatto che i lavoratori sono sempre più alla ricerca di un miglior bilanciamento tra la vita privata e quella lavorativa, quello che negli USA chiamano work-life balance.

I motivi alla base delle grandi dimissioni

Secondo una ricerca dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, quasi la metà delle persone che sceglie di cambiare lavoro lo fa per motivi economici (46%), mentre circa una persona su tre prende questa decisione per cercare delle migliori opportunità di carriera (35%).

Altre motivazioni che spingono le persone a licenziarsi riguardano la ricerca di una maggiore salute fisica e mentale (24%), la prospettiva di seguire delle passioni personali (18%) e la ricerca di impieghi con una maggiore flessibilità dell’orario lavorativo (18%).

Secondo l’AIDP (Associazione Italiana Direzione del Personale), le motivazioni economiche che stanno causando il fenomeno delle grandi dimissioni sono spesso associate dalla ricerca di condizioni di lavoro più soddisfacenti, specialmente in termini di un migliore equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata.

Questo rapporto, infatti, è spesso difficile da conciliare, soprattutto da quando la pandemia e lo smart working hanno reso sempre più labile il confine tra il tempo dedicato al lavoro e quello rivolto alla vita personale.

Come migliorare l’engagement dei dipendenti e attirare talenti

Per contrastare il fenomeno dell’abbandono del posto di lavoro le aziende hanno la necessità di aumentare il livello di benessere dei dipendenti. Al giorno d’oggi, per raggiungere quest’obiettivo è possibile investire nell’innovazione, adottando soluzioni smart in grado di sollevare i lavoratori dalle attività più gravose.

Con Soldo è anche possibile migliorare i processi di rendicontazione, reportistica e contabilità, per tenere sempre sotto controllo l’utilizzo delle risorse aziendali. Inoltre, evita che i lavoratori debbano anticipare le spese aziendali – un altro aspetto che provoca malcontento tra la forza lavoro – consentendo di giustificare le spese scattando una foto della ricevuta tramite app per smartphone.

La piattaforma consente quindi di adottare un modello più sostenibile di gestione aziendale, andando ad accrescere il livello di soddisfazione dei collaboratori.

Com’è cambiato il coinvolgimento dei dipendenti nel lavoro aziendale

Il coinvolgimento dei dipendenti sul lavoro è un fenomeno che le imprese dovrebbero monitorare con grande attenzione, per capire quali sono le esigenze dei lavoratori e come si evolvono nel corso del tempo.

Secondo lo studio Workday Peakon Employee Voice, realizzato su oltre 1.500 aziende e quasi 2,5 milioni di lavoratori di tutto il mondo, negli ultimi due anni le imprese hanno iniziato a dedicare più attenzione all’ascolto del sentiment della forza lavoro.

In particolare, molte aziende hanno reso centrale la comprensione dei bisogni dei lavoratori, allo scopo di offrire dei cambiamenti positivi a livello organizzativo e mantenere saldo il rapporto con i dipendenti.

In base al report, le imprese dovrebbero focalizzarsi su alcuni aspetti specifici, tra cui la riduzione del rischio di burnout attraverso confronti diretti con i dipendenti, per capire quando si trovano in una condizione limite ed è necessario alleggerire i carichi di lavoro. Allo stesso tempo, viene sottolineata l’importanza che gioca l’analisi del sentiment dei lavoratori per trattenere i talenti in azienda.

Infine, non bisogna sottovalutare l’esigenza di realizzazione personale dei dipendenti, così come è sempre auspicabile la definizione di obiettivi chiari e l’adozione di una strategia di business condivisa con la forza lavoro.

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Roma

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