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De Laurentiis,annata misera ha radici nel finale scorsa stagione

"Se per un anno non andiamo in Europa non è trauma, respiriamo"

Di Redazione |

NAPOLI, 16 MAG – L’occasione è la presentazione del prossimo ritiro estivo, ma l’attenzione del patron azzurro De Laurentiiis è tutta sulla stagione ai titoli di coda. “Sapevo che quest’anno non saremmo tornati a combattere per lo scudetto, era normale. Ma c’è stato in me il desiderio di non scatenare guerre interne al club, che sono poco appaganti per tutti, e quindi ho accettato di vivere la grande soddisfazione dello scudetto e anche di vivere la misera annata di quest’anno”. Un fallimento che secondo de Laurentiis “serve anche a capire che dal marzo dello scorso campionato, quando prendemmo 4 gol contro il Milan, c’erano già le radici di quest’anno”. Si ripercorrono le tappe di una stagione sfortunata: “In questa stagione possiamo pensare che dire ho sbagliato a mandare via il tecnico Garcia? Chi lo sa, gli sbagli si ammettono in lavoro, solo chi non lavora non commette sbagli. Io mi sono assunto tutte le responsabilità anche se non dipendevano da me. Ora chiudo un capitolo e ne apro un altro che dobbiamo scrivere e lo faremo con la stessa attenzione che ha permesso al Napoli di essere l’unico ad avere per 14 anni un posto nelle coppe in Europa con continuazione. Se per un anno non ci andiamo non sarà trauma, respireremo ossigenando il cervello e andremo avanti con grande passionalità. Perché se lavori con passione non perdi, se lavori perché ‘s’adda campà’, non vai da nessun parte”. De Laurentiis ha sottolineato che oltre al nuovo tecnico e al nuovo ds Manna “arriveranno anche molte altre figure nella società Napoli”. “Le scelte fatte finora – ha detto – sono frutto degli scouting, degli operatori che sono sempre stati gli stessi, se poi le scelte fatte quest’anno non sono state perfette succede. Io ho messo sul tavolo svariate decine di milioni, abbamo comprato a gennaio nuovi giocatori, non solo prestiti. Non mi sono fermato neanche quando ho capito che la stagione era compromessa e potevo fermarmi. Vado avanti senza stop per capire anche le opportunità e gli errori. Io da solo ho fatto la scelta di Ngonge e mi prendo tutte le responsabilità nel bene e nel male, gli altri giocatori sono stati scelti dal club, che ha una squadra di esperti che ci lavora”.

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