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Design: ‘Bring Forward’, il futuro protagonista al Quasar Institute di Roma

Di Redazione |

Roma, 13 gen. (Adnkronos/Labitalia) – Mai come in questo momento storico la percezione collettiva del futuro è segnata da scenari apocalittici. La crisi ambientale e quella energetica, insieme all’emergenza geopolitica legata alla guerra in Ucraina, hanno imposto nell’ultimo anno una narrazione del futuro totalmente negativa. Possiamo lasciare che il futuro sia presidiato soltanto da visioni di catastrofi e distopie? Quasar Institute for Advanced Design, l’accademia romana fondata nel 1987 e che da allora è il punto di riferimento per i creativi della Capitale, lancia la rassegna Bring Forward. Parole dal futuro per ristabilire un equilibrio nella narrazione degli scenari verso cui l’umanità va incontro, che non sono soltanto quelli distruttivi suggeriti dalle emergenze diffuse a tutti i livelli. Ideata e curata da Paolo Casicci, giornalista, content curator e docente, la rassegna di quattro incontri con ospiti di rilievo internazionale nel panorama culturale a 360 gradi, prende il nome da un comando dei principali software di progettazione che serve a portare ‘in primo piano’ le geometrie. Il ciclo di talk vuole infatti far emergere come la progettualità e il design in senso lato siano gli strumenti a disposizione dell’essere umano per riorientare un destino che non è ineluttabile. Gli ospiti e i temi scelti per la rassegna provengono da universi progettuali differenti e distanti tra di loro, nell’intento di ridefinire cluster di parole chiave multidisciplinari, dall’arte alla filosofia, passando per l’architettura e il linguaggio. Il primo appuntamento è il 17 gennaio alle 18 presso il Qiad. Giulio Bozzo, cofondatore di Reasoned Art, parlerà di Arte digitale e nuovi radicali. Bozzo e Reasoned Art hanno portato la curatela nell’universo complesso e sfrangiato degli Nft, dimostrando che l’arte vive nel digitale con gli stessi criteri di qualità e ricerca che la contraddistinguono nel mondo fisico. Il 16 febbraio è la volta di Bianca Felicori. Curatrice del progetto Forgotten Architecture, nato per Instagram e diventato un libro edito da Nero Editions, Felicori discuterà dell’importanza e del ruolo dei nuovi collettivi di design e architettura nel talk dal titolo Dall’Io al Noi, generazione collettivo. L’incontro con Felicori cade in un momento centrale per l’attività di Qiad, il Wholesome Winter Workshop che vede impegnati gli studenti per due settimane in un percorso trasversale e multidisciplinare. Il 18 aprile, il filosofo Leonardo Caffo, autore di saggi diventati presto punti di riferimento per designer e architetti, individuerà le parole chiave del progetto in un talk all’interno della Milano Design Week, dove Qiad sarà presente con una collezione realizzata dagli allievi e in collaborazione con aziende partner. L’ultimo dei quattro incontri è fissato per il 7 luglio. La sociolinguista Vera Gheno, autrice di saggi dedicati all’inclusività del linguaggio, parlerà al pubblico di Qiad in occasione del 777, la festa che celebra la chiusura dell’anno accademico e porta in mostra i lavori più rappresentativi degli studenti. Dice Luna Todaro, ceo e direttrice didattica di Qiad: “Quasar Institute for Advanced Design è un’Accademia e, in quanto tale, ha nel proprio Dna la missione di progettare e di proiettare gli studenti verso il loro futuro professionale. Progettare il futuro non vuol dire soltanto anticipare i tempi e le sfide di un mondo in continua evoluzione e sperimentare nuove realtà con tecnologie innovative, ma soprattutto fare tesoro dell’esperienza del passato, quella che con trentasei anni di storia alle spalle il Qiad offre ogni giorno alle nuove generazioni”. Arianna Farina, coordinatrice didattica, si sofferma su Habitus, i luoghi della mente che progetta, il tema del workshop invernale che rappresenta un momento centrale nell’attività dell’accademia: “Qiad dedica il tema di ricerca 2022-2023 alla Mente che progetta e alle tecniche di invenzione che guidano e definiscono i processi creativi. Il Wholesome Winter Workshop, tappa fondamentale che articola l’anno accademico con un percorso di due settimane volutamente trasversale e multidisciplinare, si inserisce in questa ampia costellazione declinandola nell’approfondimento dei luoghi in cui si attivano le facoltà progettuali, ovvero dei luoghi della mente che progetta. Gli studenti si dedicheranno così a una vera e propria ricerca sul campo alla scoperta degli spazi dedicati alla creatività che caratterizzano il territorio di cui fanno parte”. Gli incontri del 17 gennaio e 16 febbraio sono in programma presso la sede di Qiad in via Crescenzio 17/A, a Roma. Per informazioni e per partecipare: segreteria@istitutoquasar.com.

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