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Iran: De Girolamo, ‘parlamento condanni chi uccide diritti’

Di Redazione |

Roma, 14 dic. “Il Governo italiano ha espresso una posizione già chiara, ma credo che sarebbe importante che anche un’iniziativa parlamentare di ferma condanna del regime iraniano possa essere condivisa da tutti i gruppi parlamentari delle due Camere”. Lo scrive Nunzia De Girolamo in una lettera rivolta ai presidenti di Camera e Senato e pubblicata da Libero, nella quale auspica che “i gruppi di diverso colore politico”, che compongono il parlamento, prendano “un’iniziativa che lascia il segno: abbandonare ogni divisione ed esprimere un sostegno unitario alla resistenza del popolo iraniano. Un sostegno unitario che farebbe rumore e darebbe forza e voce ad una grande battaglia di civiltà prima ancora che politica. Una battaglia che unirebbe l’intero popolo italiano sotto un’unica bandiera: la libertà”.

Nel suo appello, l’ex ministra dell’Agricoltura ricorda che “da una donna è partita questa incredibile rivolta di popolo che non si ferma davanti alla paura, alla repressione e agli omicidi di stato. Una ragazza qualunque, Mahsa Amini, arrestata perché indossava in maniera scorretta il velo islamico e uscita cadavere da una stazione di polizia, ha infiammato una grande solidarietà prima di tutto femminile, che poi si è estesa ad un intero popolo”. Ed esprime “disagio e tristezza per la morte del ragazzo iraniano, Majidreza Rahnavard, impiccato pubblicamente ieri mattina. Aveva solo 23 anni e tutta la vita davanti. Ora è solo un corpo che il regime dittatoriale di Teheran ha dato in pasto alla pubblica opinione perché fosse un monito per tutti. È il secondo manifestante giustiziato per aver partecipato alle proteste”.

“La lotta di quelle donne, di quei giovani – scrive la De Girolamo – è da tre mesi una marcia dolorosa in difesa di diritti che per noi sono già conquistati e, permettetemi, che a volte sembrano anche così scontati. Forse molti tendono all’indifferenza o magari alla retorica pensando a quel che accade in un paese lontano come l’Iran, ma credo che specialmente noi donne italiane dovremmo riconoscere proprio quel coraggio femminile che in Iran ha detto no all’ingiustizia e all’oppressione. Per trarne esempio, per non dare per scontati i nostri diritti e le nostre libertà. La protesta degli iraniani è la più alta forma di altruismo, quello di chi mette in gioco la propria vita per un diritto collettivo, per un anelito di libertà. Una resistenza che insegna tanto a tutti noi, cittadine e cittadini e che può spingere anche chi ha ruoli di responsabilità istituzionale e il Parlamento che ci rappresenta tutti, a fare di più”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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