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Lombardia: ass.Franco e La Russa, ‘su case a migranti fraintendimento con prefetto Monza’

Di Redazione |

Milano, 6 lug. “Con il Prefetto di Monza deve esserci stato un fraintendimento, nonostante la lettera di spiegazioni che le avevo inviato proprio sul tema delle case Aler ai migranti”. Così Paolo Franco, assessore alla Casa e Housing sociale della regione Lombardia, che aggiunge: “Può capitare, ma ho comunque provveduto a mandare stamani una nuova comunicazione ai Prefetti lombardi sulla chiara posizione di Regione Lombardia in merito a questo tema”.

Alla dottoressa Palmisani l’assessorato aveva scritto che (cit.) avrebbe dato “la disponibilità di questo Assessorato di verificare le possibili soluzioni per valutare un ipotetico ampliamento della rete di accoglienza, in coerenza con le finalità della legge regionale n. 16/2016, come da lei richiesto”.

Questo, spiega Franco, “chiaramente non comporta nessun esperimento pilota, come è stato detto, e nessuna accettazione del progetto. Mi sembra una indicazione molto chiara, in forma di cortesia istituzionale, che non può essere fraintesa. Oltretutto arriva dopo una serie di incontri con i prefetti, durante i quali siamo stati molto decisi. Visto però che qualcuno non ha capito il senso di quanto detto, mi sono premurato stamani di inviare a tutti i prefetti una nota in proposito”.

Nella nota si legge che: ‘A tal riguardo, con la ferma volontà sia di prevenire ogni tipo di fraintendimento sia di evitare qualsiasi possibile strumentalizzazione, tengo a ribadire – con fermezza – la posizione di Regione Lombardia e dell’assessorato che mi onoro di rappresentare. […] Come ho avuto modo di ben specificare in Vostra presenza, ribadisco che, per entrambi i casi, occorre sempre tenere conto non solo della sostenibilità economica, ma anche, e soprattutto, della sostenibilità sociale degli interventi, valutato altresì il contesto abitativo spesso problematico in cui si inseriscono. Da ciò, in particolare, derivano le difficoltà manifestate da Regione ad attuare progetti di accoglienza, seppur diffusa. Infatti, nonostante si sia ben consapevoli della straordinarietà della situazione attuale, l’utilizzo di alloggi sfitti per il potenziamento della rete Cas di prima accoglienza non risulta essere compatibile con i citati processi di valorizzazione previsti dalla normativa regionale vigente e non ne permette la realizzazione’.

“Insieme al presidente Fontana e al collega Paolo Franco -sottolinea Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza- il 12 maggio abbiamo incontrato i prefetti di tutte le province lombarde discutendo, alla presenza del commissario all’emergenza migranti, Valerio Valenti, anche della situazione che riguarda i profughi e ribadendo che, nella legge regionale n.16/2016, non c’è spazio per un’accoglienza emergenziale dei richiedenti asilo nelle case Aler. Come Regione la nostra priorità è dare riscontro alle famiglie lombarde in attesa di un alloggio popolare”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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