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Migranti: Borghi (Iv), ‘se invitati a confronto con leader, si partecipa’

Di Redazione |

Roma, 21 set. “Giorgia Meloni va a New York con una postura finalizzata più al mercato politico interno che alla creazione di un sistema di relazioni. E, a questo proposito, c’è l’esigenza di partecipare, quando si è invitati, ai confronti con i leader internazionali”. Lo ha detto a Coffee Break su La7 il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, capogruppo di Azione-Italia Viva-Renew Europe al Senato.

“Peraltro – ha proseguito -, sorprende l’utilizzo da parte di Meloni della parola ‘guerra’ nel luogo creato per bandire la guerra dal mondo. Non ha usato altri termini come ‘blocco’, o ‘freno’. Ha parlato di guerra. Senza fare il processo alle intenzioni, è qualcosa di certamente sgrammaticato perché la lotta agli scafisti si fa costruendo un sistema di alleanze, non usando propaganda bellicista che rende diffidenti gli interlocutori”. “Abbiamo davanti una Meloni che sul tema dei migranti cambia faccia e va a targhe alterne: va in Ungheria ed esalta il modello di Orban dei muri e degli steccati, e poi corre a Lampedusa a fianco di von der Leyen”, conclude Borghi.

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