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Neonato morto in ospedale a Roma, ministero chiede relazione

Sequestrata cartella clinica. Asl verifica correttezza procedure

Di Redazione |

ROMA, 23 GEN – Bisognerà aspettare 60 giorni per stabilire con certezza i contorni della tragedia che si è consumata all’ospedale Pertini di Roma tra il 7 e l’8 gennaio, quando un neonato di tre giorni è morto presumibilmente schiacciato dalla madre addormentatasi dopo averlo allattato nella sua stanza. Per avere i risultati dell’autopsia del piccolo serviranno infatti 60 giorni. Per ora c’è soltanto una certezza: la donna è risultata negativa a tutti i test tossicologici e quindi è stata accantonata l’ipotesi che quella notte avesse assunto dei farmaci o altre sostanze. Intanto proseguono le indagini. Gli inquirenti hanno acquisito tutta una serie di documenti in ospedale, compresa la cartella clinica della donna per accertare, tra l’altro, se avesse preso il piccolo in braccio nel tardo pomeriggio e perchè sia rimasta con il neonato fino a sera, quando l’infermiera in servizio si è accorta della disgrazia. In sostanza i magistrati devono chiarire se si siano violati i protocolli e se vi siano state nelle negligenze, come denunciato da alcuni familiari della piccola vittima. Al momento il fascicolo d’indagine per omicidio colposo aperto dai Pm romani rimane contro ignoti. Dalla direzione strategica della Asl Roma 2 viene sottolineato che, come da prassi, è stato attivato “un Audit clinico per verificare la correttezza e l’aderenza alle best practice e l’appropriatezza delle procedure” ed è stata consegnata alla magistratura tutta la documentazione in possesso. Il ministero della Salute ha chiesto, secondo quanto si apprende, una relazione dettagliata alla Regione Lazio in merito alla morte del neonato.

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