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**Riforme: Guzzetta, ‘bozza aggrovigliata? Critica infondata, evita degenerazioni parlamentarismo’**

Di Redazione |

Roma, 2 nov. Il disegno di legge per la riforma costituzionale per l”Introduzione dell’elezione popolare diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri e razionalizzazione del rapporto di fiducia’ è criticato dall’opposizione anche perché aggrovigliato in troppi scenari ipotetici nella formulazione anziché principi generali come dovrebbe essere una Carta costituzionale. “In realtà, in materia di disciplina delle forme di governo, accade spesso che siano disciplinate procedure complesse. Soprattutto quando si tratta della forma di governo parlamentare, per la quale sussiste un’esigenza di razionalizzazione allorché si vogliano evitare, per citare il famoso ordine del giorno Perassi in Assemblea costituente, le degenerazioni del parlamentarismo”, risponde all’Adnkronos il costituzionalista Giovanni Guzzetta, professore ordinario di Diritto pubblico all’Università di Roma, Tor Vergata.

“Basti pensare alla Costituzione tedesca, a quella spagnola, a quella greca e via discorrendo – prosegue – Quindi astrattamente la critica non mi pare fondata. Ciò non vuol dire, ovviamente, che, in concreto, le soluzioni regolative non siano migliorabili o semplificabili. Ma si tratta, allora, di entrare nel merito del testo, che ancora però non è complessivamente noto. Peraltro nel nostro caso esiste una difficoltà ulteriore – rileva il costituzionalista – perché una volta scelto il così detto Premierato, non abbiamo un modello specifico a cui far riferimento, in quanto esso non ha esempi nel diritto comparato. E il Premierato si fonda sull’idea di formalizzare delle procedure che altrove (penso al Regno Unito) sono oggetto di consuetudini consolidate e adattate storicamente all’evoluzione del sistema. Il che non è un’operazione semplice”.

Semplificherebbe il “simul stabunt simul cadent” applicato alle regioni, in base alla quale il Presidente della Regione “a suffragio universale e diretto” quando cade, porta con sé la caduta del Consiglio Regionale, anch’esso eletto direttamente? “Astrattamente si può fare tutto. Mi pare però che la scelta politica, e sottolineo politica, che emerge dal progetto, ripeto non ancora noto in tutti i suoi dettagli, sia quella di escludere la “rigidità” del modello regionale – replica Guzzetta – e cioè di prevedere che in ogni caso in cui il Premier eletto cessi dalla carica si proceda allo scioglimento automatico della Camere. Una volta esclusa quella soluzione per una scelta politica, che dunque non spetta a me commentare in questa sede, si apre ovviamente la strada alla necessità di disciplinare i casi di sostituzione del Premier, preservando l’esigenza di maggiore stabilità che si vuol perseguire. Operazione complessa che produce, inevitabilmente, una regolazione complessa”. (Roberta Lanzara)COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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