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Riforme: Napoli (Az), ‘nessuna democrazia ha elezione diretta premier’

Di Redazione |

Roma, 24 ago. “L’elezione diretta del premier è tema di discussione esclusivamente in Italia. L’unica democrazia che ha sperimentato quella modalità di elezione, Israele, l’ha abbandonata dopo due turni elettorali. La questione posta in termini generici ha il sapore di una bandiera da mostrare per sedere al tavolo del confronto. Lo sa bene il capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, che è tornato oggi sull’argomento. L’immagine del ‘sindaco d’Italia’ è suggestiva ma improponibile in una democrazia parlamentare. Per una semplice ragione: un premier eletto direttamente dal popolo, che si trascina con sé una maggioranza parlamentare, confisca di fatto il potere legislativo del Parlamento e soprattutto segnerebbe la fine dell’autonomia del parlamentare. Se, invece, ci si riferisce al modello Westminster, la questione ne acquista in chiarezza: gli inglesi votano i partiti, e il leader del partito vincitore diventa automaticamente premier. Governi più stabili in questo modo? Nient’affatto: il partito conservatore ha cambiato tre volte il leader-premier senza mai passare dalle urne”. Lo dichiara in una nota Osvaldo Napoli, della segreteria nazionale di Azione.

“La riforma dei poteri del presidente del Consiglio è sicuramente importante e urgente: sarà possibile realizzarla quando ogni partito arrotolerà la propria bandiera per discutere senza pregiudizi e in modo concreto”, conclude.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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