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Sudan: scontri intensi a Khartoum, 56 i morti

Attacco a base paramilitari, occupate basi esercito in Darfur

Di Redazione |

ROMA, 16 APR – Si intensificano gli scontri nella capitale del Sudan, Khartoum, tra le forze armate e le forze di supporto rapido (Rsf): per il secondo giorno spari e il rumore dell’artiglieria pesante si sentono nella città, nonostante gli appelli internazionali. Le forze di supporto rapido hanno dichiarato su Facebook che a Port Sudan sono state attaccate da “aerei stranieri”. L’esercito sudanese dice di avere preso il controllo della più grande base delle Rsf a Karari. Mentre le Rfs affermano di avere abbattuto un aereo Sukhoi dell’esercito. Intanto il consiglio della Lega araba ha indetto una riunione urgente. Il numero di persone uccise è salito a 56. I feriti sono 595, secondo quanto riferito su Twitter il Comitato centrale dei medici sudanesi. Nella capitale Khartoum ci sono stati 25 morti e 302 feriti. Tra le vittime ci sono sia civili sia militari. Le forze paramilitari del Sudan (Rsf) hanno affermato di aver occupato diverse strutture militari nella vasta regione del Darfur. “Le Forze di supporto rapido annunciano di aver preso sotto controllo una serie di strutture strategiche nella capitale e al di fuori di essa, tra cui lo Stato Maggiore delle forze armate sudanesi e i centri di comando di diverse unità militari nella regione del Darfur e in altri Stati” si legge in un tweet. Intanto al Cairo c’è preoccupazione per un video apparso sui social che mostra diversi soldati egiziani apparentemente nelle mani degli uomini della Rsf.

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