Notizie Locali


SEZIONI
Catania 22°

agenzia

**Terzo Polo: prove di lista Renew, ma tra gelo e mugugni strada tutta in salita**

Di Redazione |

Roma, 24 mag. C’è da dire che Sandro Gozi ce la mette tutta e per qualche ora riunisce all’Eliseo i possibili aderenti al progetto della lista unitaria di Renew alle europee. Ci sono i libdem come Andrea Marcucci e Giuseppe Benedetto, c’è Riccardo Magi di Più Europa (non viene Emma Bonino, data in programma) e poi ci sono i due duellanti, che hanno siglato la tregua un paio di giorni fa: Matteo Renzi e Carlo Calenda. Seduti in prima fila, a distanza di quattro posti l’uno dall’altro. L’attesa era per il panel finale in cui erano previsti entrambi, ma la foto insieme sul palco non c’è stata. Salgono una alla volta e Renzi lo fa per primo, chiede di anticipare perché, da tifoso viola, la finale di Coppa Italia chiama e scappa all’Olimpico.

E le distanze non restano solo fisiche. La strada verso la lista comune alle europee appare al momento tutta in salita. La tregua siglata lunedì sera al Senato non riesce a smorzare le tensioni. “State boni. Amici di Iv, se ricominciate, occhio che salta tutto”, avverte Calenda quando dalla platea dell’Eliseo si alza qualche mugugno di contestazione mentre sta intervenendo dal palco. Del resto, poco prima, Renzi era stato piuttosto diretto nel tacciare di “provincialismo” chi non si rende conto dell’importanza della partita del 2024 con il rischio della saldatura in Ue tra popolari e nazionalisti: “Io non voglio che Giorgia Meloni governi anche a Bruxelles”, dice il leader di Iv.

E, a quanto si riferisce, anche la riunione pre-Eliseo organizzata da Gozi con tutta la delegazione europea di Renew insieme a Calenda e Renzi si conferma “interlocutoria” con il leader di Iv a sostenere con forza l’esigenza di una lista unitaria e il leader di Azione più cauto. “Il problema non è fare una lista per le Europee, ma renderla credibile. Sennò pare che lo facciamo solo per superare la soglia è così non ci vota nessuno”, dice dal palco Calenda.

Gozi ci prova con determinazione a spiegare le ragioni della lista Renew. “Di fronte al governo reazionario e oscurantista di Meloni. Di fronte a una Sinistra che rappresenta oggi il nulla cromatico, noi dobbiamo lavorare per il superamento di questo bi-populismo. Per questo, la nostra ambizione non deve essere di fare la soglia ma di fare la differenza”. E stoppare la possibilità di un Ue a trazione sovranista.

Dice Renzi: ”Noi siamo abituati a pensare alle elezioni europee come un grande sondaggio. Basta con il provincialismo. Noi dobbiamo a capire che alle prossime elezioni o vince Renew e blocca il disegno di Meloni” per un’alleanza tra popolari e nazionalisti ”o sarà la fine dell’Europa, In Italia serve un po’ meno di sguardo diviso e provinciale e un po’ più dì consapevolezza del fatto che la partita del giugno 2024 è decisiva per il futuro dell’Europa. Per me la politica è compromesso. O facciamo questo o manterremo intatta la nostra coerenza e così avremo Giorgia Meloni che governa non solo l’Italia ma anche l’Europa e io questo non voglio che Meloni governi anche a Bruxelles. Mettiamoci in cammino perché siamo già in ritardo”.

Calenda però mette in guardia: “Abbiamo detto ai nostri elettori che avremmo fatto un partito unico e non ci siamo riusciti. È stato un fallimento collettivo. Non siamo riusciti a fare il partito unico. La lista unitaria di Renew? Lavoriamoci” ma senza ” promettere di più di ciò che possiamo mantenere, sennò ci facciamo male tutti”. Ed allora occorre ”tenere quel nucleo, che è fondamentale, dei gruppi unici in Parlamento. Cessare ogni tipo di attacco reciproco, e questo è avvenuto nel nostro lato. E poi lavorare con grande calma: il problema non è fare una lista per le Europee, ma renderla credibile. Sennò pare che lo facciamo solo per superare la soglia è così non ci vota nessuno”. E pure Magi ha le sue perplessità: “E’ ancora prematuro parlare ora di una lista unitaria. Ci sono punti da chiarire, a partire dai diritti… e poi vediamo che succede tra Renzi e Calenda. Noi siamo già andati soli nel 2019, prendemmo il 3,1%, siamo rodati”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

Di più su questi argomenti: