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Trenord: Lucente, ‘polemiche strumentali, noi guardiamo a fatti e i dati ci danno ragione’

Di Redazione |

Milano, 2 nov. “Le opposizioni, a corto di argomenti sulle politiche della mobilità, tornano a sollevare il tema dei compensi del direttore generale del Gruppo Fnm, che ricopre anche la carica di amministratore delegato di Trenord. I compensi deliberati dal Cda di Trenord per la posizione di ad sono totalmente riversati a Fnm, società quotata, che applica una politica di ‘compensation’ in coerenza con le dimensioni del business e le responsabilità connesse; commisurata ai benchmark di aziende similari”. Così l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione Lombardia, Franco Lucente, intervenendo in commissione Trasporti al Consiglio regionale.

“Per l’ennesima volta -prosegue Lucente- è del tutto strumentale la connessione tra il ruolo del direttore generale di Fnm e le performance dell’azienda Trenord che, peraltro, stanno progressivamente migliorando anche grazie all’arrivo di oltre 200 nuovi treni acquistati da Regione Lombardia per dare futuro al sistema ferroviario regionale”. Trenord “è tornata a trasportare, dopo la pandemia, oltre 750.000 viaggiatori al giorno con oltre 2.200 corse: un’offerta che non ha alcun paragone nel sud Europa. La qualità del servizio è fortemente condizionata da limiti infrastrutturali che da tempo determinano disservizi”.

In particolare, osserva, “negli ultimi mesi la responsabilità dell’infrastruttura, non gestita da Trenord, è crescente: guasti alla rete e ai passaggi a livello, ritardate attivazioni dopo i lavori notturni, scelte di circolazione che penalizzano i treni regionali, rallentamenti generati dai lavori in corso cui si aggiungono gli imponderabili e devastanti eventi meteo”.

Tutto questo, per l’assessore, “impatta sulla regolarità del servizio e determina una puntualità percepita dai clienti che oscilla tra l’80 e l’85% dei treni che arrivano a destinazione in orario. La puntualità reale generata dell’impresa ferroviaria, calcolata senza cause esterne, oscilla tra il 90 e il 92%”. Ciò significa che “l’inefficienza dell’infrastruttura pesa sulla puntualità per 7-10 punti percentuali. La crescita della qualità dipende da tutti gli attori del sistema”.

“Prendiamo atto che mentre continua a crescere la domanda di mobilità collettiva, al confronto politico le opposizioni preferiscono la scorciatoia di argomenti demagogici”. E, conclude Lucente, “mentre Regione Lombardia si affida a manager di esperienza che progettano a 360 gradi il sistema della mobilità regionale, c’è chi si preoccupa solo di alimentare confusione”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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