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Circumetnea, chiusa la tratta Randazzo-Risposto “salta” anche il Treno dei vini dell'Etna

Da più di un mese Fce ha avviato dei lavori di manutenzione. Disagi per i pendolari, ma anche per gli  enoturisti che non potranno contare sul treno per raggiungere le cantine sul versante nord del vulcano

Di Carmen Greco



In un momento in cui il turismo di prossimità, il turismo lento, ecosostenibile, come quello su rotaie, è sulla bocca di tutti come soluzione ai disastri della pandemia (ancora in corso), una delle voci richiestissime come quella dell’enoturismo prende una batosta. Parliamo del “Treno dei Vini dell'Etna”, l’iniziativa turistica della Fce che portava i turisti con un viaggio combinato treno-bus a degustare i vini nelle cantine del versante nord del vulcano.

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Da poco più di un mese, però, la tratta interessata la Randazzo-Riposto è stata interrotta per “improcrastinabili” lavori di manutenzione che presumibilmente andranno avanti per tutta l’estate e, quindi, il servizio turistico è stato sospeso. Un disagio che colpisce in primis i viaggiatori pendolari per i quali, però, è stato organizzato un servizio bus sostitutivo. Gli enoturisti, invece, dovranno trovare altre soluzioni.

 Organizzato dalla Ferrovia circumetnea in collaborazione con la Strada del Vino e dei sapori dell’Etna, il tour treno+bus non ci sarà per tutta l’estate e gli enoturisti potranno solo ricorrere a mezzi propri o tour organizzati privatamente.
Poco male se si pensa che lo stop ai treni sulla tratta Randazzo-Riposto è un disagio di non poco conto per chi sale sulla circum non per fare una gita, ma per lavoro. Per loro, Fce ha organizzato i bus sostitutivi che garantiscono i collegamenti, ma non c’è dubbio che per il turismo si tratta dell’ennesima occasione perduta.
«Non abbiamo rinnovato temporaneamente questo sodalizio - spiega Sebastiano Gentile, direttore d’esercizio di Fce - anche in considerazione del fatto che la tratta è attualmente sottoposta a lavori di manutenzione straordinaria imposti dagli organi di controllo nell’ambito dei programmi di sicurezza. Abbiamo approfittato dell’estate, penalizzando - è vero - un po’ il turismo, però anche in considerazione del fatto che le scuole sono chiuse. Era una lavoro improcrastinabile». 

 


 

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