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Viaggi&Turismo

Destinazione paradiso, così la Sicilia può essere il vero volano del Belpaese (Covid permettendo)

Anche gli stranieri iniziano a riaffacciarsi nelle nostre città, nelle isole e sulle spiagge. Vanno meglio le case vacanza e le ville in affitto ma segnali di ripresa arrivano pure dal settore alberghiero

Di Daniele Ditta

Anche gli stranieri iniziano a riaffacciarsi nelle nostre città, nelle isole e sulle spiagge. Sicilia sold out a luglio e agosto? Le case vacanze e le ville in affitto sono state piazzate quasi tutte, alcune a peso d’oro. E importanti segnali di ripresa mostra pure il settore alberghiero, pur non avendo ancora raggiunto il pienone. 

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È questo l’effetto del green pass (certificazione che attesta la vaccinazione o in alternativa la guarigione dal Covid e l’esito negativo di un tampone) e dell'allentamento delle misure per l'ingresso in Italia, almeno per gli europei. In attesa del green pass europeo e di nuove regole per i viaggi intercontinentali, la Sicilia spicca per vivacità e si colloca tra le mete più gettonate sia per il turismo interno sia per gli stranieri che hanno deciso di farsi una vacanza nel Belpaese.

Secondo un'indagine di Demoskopika, la Sicilia è una delle cinque le destinazioni regionali a trainare la ripresa con Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna. In base ai dati che emergono dall’indagine, nella nostra regione si dovrebbero registrare 1,7 milioni di arrivi (+13,2%) e 6,5 milioni di presenze (23,6%).

Per gli esperti il 2021 sarà ancora un anno di viaggi verso località raggiungibili con mezzi propri e lontane dagli affollamenti, soprattutto per le famiglie. Le richieste dei tanti italiani che hanno già prenotato l'estate "di prossimità" sono all'insegna del distanziamento. Per questo le abitazioni, al momento, prevalgono sugli alberghi; mentre gli stranieri scelgono le città d’arte e le coste della Sicilia. Si tratta in maggioranza di gruppi di francesi, tedeschi, inglesi, olandesi, ma non mancano anche gli americani. Inoltre, se consideriamo l’arco temporale che va dal mese appena passato a settembre, nei principali porti dell'Isola attraccheranno qualcosa come 300 navi da crociera. 

L’incremento delle presenze turistiche rispetto all’estate 2020 è confermato dai dati diffusi dagli aeroporti. Gesap, la società che gestisce il “Falcone-Borsellino” di Palermo, ha conteggiato per il mese di giugno 450mila passeggeri in transito, di cui il 15% sono viaggiatori provenienti dall’estero, con punte di oltre 20mila passeggeri in un solo giorno. Dalla seconda quindicina di giugno, il coefficiente di riempimento di ogni singolo volo oscilla tra 116 e 120 passeggeri.

«Il risultato di giugno ci fa ben sperare per i prossimi mesi – ha detto il direttore generale di Gesap Natale Chieppa –. La pandemia ha messo a dura prova tutto il sistema aeroportuale ma, lentamente, le compagnie aeree hanno riacceso i motori e fatto tornare i passeggeri. L’estate in corso si preannuncia abbastanza performante, con un ritorno del traffico che si avvicina ai livelli del 2019». Intanto, all’aeroporto di Palermo va avanti la campagna sanitaria sui tamponi rapidi. L'area Covid test di mille metri quadrati – nata da un accordo tra Gesap, Asp di Palermo, Usmaf, assessorato regionale alla Salute e ufficio del commissario di Palermo per l’emergenza Covid – sta funzionando a pieno ritmo, soprattutto per i passeggeri in partenza verso destinazioni internazionali. I test sono gratuiti e per tutti i passeggeri in arrivo e in partenza. Ogni giorno vengono processati circa 800 tamponi.

Nel mese di luglio a Fontanarossa «c’è una previsione di movimenti pari al 97% dei voli dello stesso mese del 2019» ha detto nei giorni scorsi l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi, sottolineando proprio dalle colonne di questo giornale una situazione che va attestandosi all’era pre-Covid, come testimoniano «i crescenti investimenti delle compagnie aeree».

La voglia di ripartire è tangibile e la Sicilia può tornare a trainare il turismo in Italia, potendo contare su mete – come le isole minori – che nei fatti sono Covid free. L’obiettivo è crescere ancora fra luglio e agosto, ma soprattutto prolungare il più possibile la stagione per recuperare i mesi di blocco dovuti alla pandemia. Varianti del Covid permettendo. 

Gli operatori del settore puntano così a dare vita «alla stagione turistica più lunga del secolo: da ottobre 2021 a dicembre 2022». Il come lo spiega Toti Piscopo, ideatore e organizzatore di Travelexpo, la borsa del turismo che quest'anno si svolgerà dal 25 al 27 settembre a Città del mare (Terrasini) in concomitanza con la Giornata Mondiale del Turismo: «L’aspirazione del mondo turistico è sempre stata quella di una destagionalizzazione completa. È stata ed è una necessità, ma finora non ci siamo mai riusciti. Una ripresa di 2-3 mesi dopo il picco della pandemia, che ha paralizzato il turismo mondiale, è una boccata d’ossigeno ma resta pur sempre limitativa. Oggi siamo fermamente convinti che si possa avviare una destagionalizzazione lunga perché ricorrono tre condizioni favorevoli: sanitaria, a settembre infatti le vaccinazioni saranno in fase avanzata; psicologica, tanta è la voglia di “evadere” da parte delle persone, pur essendoci ancora un po’ di ansia e paura; economica, nel senso che tornerà a ripartire quel turismo organizzato che genera il maggiore fatturato per il comparto. A prescindere da tutto – conclude Piscopo – a livello imprenditoriale bisogna lavorare su modelli flessibili che consentano, nel caso in cui il virus dovesse colpire nuovamente, di riproteggere i turisti su altre destinazioni».


 

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