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Viaggi&Turismo

Voglia di Sicilia per un milione e mezzo di turisti stranieri. Santanchè spinge verso la destagionalizzazione

Un recupero inatteso, anche per l'Isola, certificato dal report della Banca d’Italia relativo ai primi otto mesi di quest’anno. 

Di Michele Guccione

Il turismo internazionale supera se stesso e fa boom in Italia: raddoppia rispetto allo scorso anno e recupera i livelli pre-pandemia del 2019. Un recupero inatteso, certificato dal report della Banca d’Italia relativo ai primi otto mesi di quest’anno. Superate le paure della pandemia e nonostante l’inflazione, i turisti stranieri hanno ritrovato il coraggio e la forza economica di spostarsi all’estero e, nel farlo, in massa hanno scelto di concedersi una vacanza nel nostro Paese. Così da gennaio ad agosto gli arrivi sono stati 47milioni e 228mila, molto più del doppio rispetto ai 21milioni 734mila dell’anno scorso e quasi il doppio dei 27milioni 831mila del 2020. I pernottamenti sono stati 237milioni 281mila, questi sì per due volte sui 121milioni 910mila del 2021 e sui 129milioni 154mila. 

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Dunque, più visitatori che si sono fermati più a lungo del solito sono un ottimo segnale di speranza per un settore produttivo che più degli altri e per più tempo ha subito le chiusure e le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19. Adesso la sfida è quella di mantenere questo insperato ritmo di crescita, soprattutto con una stagione invernale che nelle località sciistiche non promette bene a causa della prolungata siccità e dell’assenza di neve. L’alternativa per non perdere preziosi flussi in arrivo, in questo caso, è quella di riuscire finalmente a destagionalizzare il turismo nelle città d’arte meno gettonate, quelle del Sud e finora dedicate quasi esclusivamente all’offerta estiva mare-sole.

Complici il meteo clemente e una migliore organizzazione, occorre subito mettere sul mercato pacchetti concorrenziali. In questo la neo-ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è pronta a fare la propria parte: «Il ministero - dice Santanchè a La Sicilia - si impegnerà a mettere in campo misure di sostegno per il settore, affinché sui 30 miliardi che abbiamo individuato con la Nadef, il comparto del turismo possa ricevere tutte le risorse necessarie. Questo anche per recuperare le perdite causate dalla pandemia. Al tempo stesso, serviranno iniziative di promozione volte a favorire la destagonalizzazione del turismo anche attraverso forme di turismo alternative».

 

 

Un impegno che si adatta perfettamente al Sud e, in particolare, alla Sicilia che, sempre secondo i dati di Bankitalia, nei primi sei mesi di quest’anno ha recuperato due posizioni nella classifica nazionale piazzandosi settima, ex aequo con la Campania, ma ha anche “fatto per due”, nel senso che ha raddoppiato le performance rispetto agli anni precedenti. In pratica, da gennaio a giugno di quest’anno l’Isola ha ospitato un milione e 482mila turisti stranieri, quando erano stati 850mila nel primo semestre del 2021 (causa “lockdown”, per il 2020 Bankitalia ha rilevato solo i 116mila del secondo trimestre). Ma già nel 2021 aveva recuperato il 5,8% rispetto alle perdite dell’anno precedente. Però l’Isola quest’anno è sesta per numero di pernottamenti:  7milioni e 236mila, il quadruplo rispetto al milione e 759mila dei primi sei mesi dell’anno scorso. E il sistema turistico siciliano, per cercare di recuperare le perdite, ha anche alzato le tariffe riuscendo a selezionare un target più elevato di viaggiatori: la spesa dei visitatori stranieri è salita a 641 milioni, quindi ogni turista ha speso 432 euro. Se si guarda ai 99 milioni spesi da gennaio a giugno del 2021, si scopre che ogni turista straniero aveva lasciato nelle casse del sistema appena 116 euro. A livello nazionale, osserva Bankitalia, lo scorso mese di agosto la bilancia dei pagamenti turistica dell'Italia ha registrato un avanzo di 2,6 miliardi di euro, in linea con il saldo nello stesso mese del 2021 e lievemente superiore a quello del 2019 (che si attestava a 2,3 miliardi). Le entrate turistiche (pari a 6,3 miliardi) sono aumentate di circa il 35% rispetto ad agosto dello scorso anno, mentre le uscite dei viaggiatori italiani all’estero (pari a 3,8 miliardi) di quasi l'80%, colmando quasi interamente il ritardo nel recupero rispetto alle entrate. Negli ultimi tre mesi per i quali sono disponibili dati (giugno-agosto) sia la spesa degli stranieri in Italia sia quella dei viaggiatori italiani all'estero sono state di circa l'80% superiori a quelle del corrispondente periodo dello scorso anno. Rispetto ai livelli pre-pandemici e sempre nelle medie mobili, per i flussi in ingresso il divario si è azzerato, mentre risulta solo lievemente negativo per quelli in uscita.  

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