Bonin e Frigo col bronzo in tasca e la dedica ai nonni: «Il premio? Non l'abbiamo ancora aperto»
L’hanno rifatto. La 4x100 della velocità si conferma sul podio olimpico: è vero, era stata argento a Tokyo, la medaglia che fu il biglietto da visita dell’Italia del nuoto al ballo delle superpotenze, ma questo è un bronzo strappato con i denti, simbolo della profondità del movimento (possiamo permetterci il lusso di usare sei atleti tra batteria e finale), sono tre anni che nessuno ci butta giù dal podio e sarebbe stato un delitto se fosse successo proprio qui: così la formazione inedita Miressi-Ceccon-Conte Bonin-Frigo tiene botta a una battaglia durissima, con gli Stati Uniti che confermano il loro dominio (chiusura in 3’09’’28, ottavo oro per Caeleb Dressel che festeggia in lacrime abbracciando il figlio August) e l’Australia che questa volta ci resta davanti per una serie di dettagli (alla fine 3’10’’35 gli aussie, 3’10’’70 gli azzurri), ma lasciare dietro la Cina del recordman del mondo Zhanle Pan (46”80 in prima frazione al Mondiale di Doha 2024, 46’’92 qui eppure non è bastato) resta un’impresa da celebrare.