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Messico-Usa, strana coppia destinata a collaborare

Redazione La Sicilia

10 Giugno 2024, 18:12

Vi ho già parlato delle ultime manovre di Biden che vanno nel senso del protezionismo, i dazi commerciali contro la Cina e anche il maggior controllo dei flussi migratori.

 Tutto questo configura una sorta di nuovo paradigma per cui anche il Partito Democratico, la sinistra americana, si attrezza per un mondo dalle frontiere meno aperte, in cui bisogna proteggersi da avversari, pericoli, minacce.

 In tutto questo emerge come centrale il rapporto tra Stati Uniti e Messico. Il Messico ha appena eletto una nuova presidente, per la prima volta è una donna. È una donna di sinistra, erede del presidente uscente detto AMLO, dalle iniziali del suo cognome. Quindi è un Messico con una sinistra populista al governo. E tuttavia il Messico è beneficiato, oserei dire che è il maggiore beneficiario di tanti cambiamenti che stanno avvenendo nella globalizzazione, poiché questa America (a prescindere se alla Casa Bianca ci sia un repubblicano o  un democratico, un Trump o un Biden) non si fida più della Cina e anzi vuole ridurre al minimo la sua dipendenza dalla Cina e da altri paesi ostili geopoliticamente.


Il Messico diventa il partner ideale dove delocalizzare, costruire fabbriche. Infatti sta accadendo. Sta accadendo che molte multinazionali statunitensi, ma anche asiatiche, vadano a costruire fabbriche nel territorio messicano a ridosso della frontiera con gli Stati Uniti, per poi esportare sul mercato nordamericano, in virtù del fatto che esiste lì un mercato unico che unisce Canada, Stati Uniti, Messico e dove non ci sono barriere, tariffe doganali e cose simili.

 Quindi il Messico, pensate, addirittura nell'ultimo trimestre ha perfino sorpassato la Cina, diventando primo partner commerciale degli Stati Uniti. È il vero vincitore di questa nuova globalizzazione che si riorganizza con delle mappe geografiche molto diverse da quelle degli ultimi trent'anni. Al tempo stesso c'è il problema migranti. I migranti verso gli Stati Uniti sono uno dei temi caldi della campagna elettorale. Vengono percepiti dall'opinione pubblica americana, anche quelli che votano tradizionalmente democratico, come una fonte di instabilità, disordine, caos, insicurezza

Lo stesso Biden ha deciso di fare qualcosa e il ruolo del Messico è veramente decisivo. Non è più una fonte di migranti il Messico da anni, giacché il Messico non esporta tanta manodopera quanto faceva in passato verso gli Stati Uniti. Noi ci immaginiamo il Messico come la terra dei narcos. Gli abbiamo appiccicato questa etichetta. Il Messico ha in realtà alcune zone purtroppo con un'altissima criminalità ma tante altre con un'economia piuttosto solida. Quindi i messicani non hanno più bisogno di emigrare,  però sono la terra di transito di migranti che vengono da altrove,  dal centro America, dal Sudamerica, qualche volta perfino dall'Africa.

E  quindi chiunque ci sia alla Casa Bianca dopo il 5 novembre, questo governo messicano avrà interesse a collaborare con gli Stati Uniti nel controllo dei flussi migratori che transitano dal confine perché al tempo stesso è veramente il grande beneficiario della nuova globalizzazione.