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Costa Concordia, Antonello Tonna ricorda il naufragio: «Mi sono buttato in mare e vedevo il porto in lontananza»

Di Redazione
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Antonello Tonna, musicista catanese, era a bordo della Costa Concordia in quella terribile sera di dieci anni fa, in cui la nave da crociera naufragò finendo contro gli scogli delle Scole all'Isola del Giglio, in Toscana. Lui era imbarcato per lavoro, con la sua musica al pianoforte intratteneva gli ospiti della nave, che in quel viaggio contava 3.216 passeggeri e 1013 uomini dell’equipaggio. Prima il rumore di un botto, poi un altro ancora e poi la luce che va via e l'esigenza di salvarsi la vita (nel naufragio morirono 32 persone, tra le quali Dayana, una bambina di cinque anni). "Ho pensato ad un guasto al motore", ha raccontato Tonna, nel ricordo di quella tragica notte, al microfono di Federico Monechi che per Tg2 Dossier ha realizzato lo speciale "Concordia, ritorno al Giglio". "Poi abbiamo realizzato cosa stava per succedere, la nave si inclinava sempre di più, e io, come altri, ho pensato di gettarmi in mare ripetendo a me stesso che dovevo raggiungere lo scoglio, anche se il porto appariva in lontananza".

Per il naufragio, l'ex comandante della nave Francesco Schettino, sta scontando in carcere la condanna a 16 anni passata in giudicato. Lui pochi mesi dopo l'incidente spiegò, fornendo la sua versione, come si fossero svolti i fatti a partire da quell'avvicinamento all’isola che poi provocò l’urto con lo scoglio delle Scole. 

 

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