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il grattacielo in fiamme e il miracolo di Milano: nessuna vittima nel rogo

Di Enrico Martinelli
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Dal piano più alto fino al seminterrato, 60 metri di palazzo andato in fiamme con pannelli che «si sciolgono come burro» e una colonna di fumo visibile praticamente ovunque in città. Senza che siano arrivate segnalazioni di feriti o, peggio, di vittime, come avvenne per esempio a Londra nel 2017 con la Grenfell Tower. E' finito quindi solo con alcuni intossicati lievi uno degli incendi più grossi che si siano mai visti a Milano, con le fiamme che hanno avvolto alle 17.45 l’intera Torre del Moro, nuovo grattacielo residenziale nella periferia sud della città. 

 Dal quindicesimo piano è iniziato tutto, per cause che verranno accertate quando verranno spente le fiamme che ancora dopo ore continuano a distruggere il palazzo. L’odore di fumo è stato subito forte ed è stato quello che ha probabilmente salvato i condomini presenti, oltre all’immediato intervento dei vigili del fuoco: circa 60 le famiglie nei due civici 32 e 34 di via Antonini, alcune delle quali sicuramente in vacanza, ma molte altre nelle loro abitazioni che i pompieri stanno ancora ispezionando, entrando casa per casa dopo aver spaccato tutte le porte in una ricerca che proseguirà per ore tra fumo e calore. 

 Le fiamme hanno avvolto tutto, a partire dai pannelli della facciata che hanno iniziato a staccarsi, uno a uno, trasformandosi in proiettili infuocati caduti in strada e spinti dal vento anche lontano dal grattacielo dove si trovano, oltre a un Mcdonald’s e a un supermercato, entrambi chiusi, anche due pompe di benzina. Immediato l’intervento di decine di mezzi di vigili del fuoco e ambulanze, oltre alle forze dell’ordine che hanno delimitato l’intera zona, con l’elicottero in volo per capire se qualcuno avesse trovato rifugio sul tetto. 

Altissime le fiamme che hanno fatto temere il peggio, dato che hanno ridotto il grattacielo in breve tempo in uno scheletro annerito. Eppure la Torre è un edificio del 2011, realizzato in calcestruzzo con lastre prefabbricate di polistirene, che fa parte della riqualificazione della zona Vigentino dove, tra gli altri edifici, è stata costruita anche la Fondazione Prada. Non doveva quindi bruciare così facilmente e così rapidamente: «Ci avevano detto che i pannelli che ricoprivano il palazzo erano ignifughi, invece sono bruciati rapidamente come fossero burro», ha raccontato una delle condomine del palazzo. «Saranno i tecnici a fare una verifica - ha aggiunto - ma ricordo perfettamente che ci avevano detto che i pannelli erano resistenti al fuoco». 

Alla fine, chi con un animale, chi con poche cose recuperate in fretta, si sono tutti ritrovati in strada, spaventati, senza più una casa, ma salvi. «Io ero in terrazzo, abito ad in piano medio alto e ho visto arrivare dei calcinacci infuocati da sopra», ha raccontato una ragazza corsa in strada con la gabbietta del suo gatto. «Ho alzato lo sguardo e ho visto che in alto c'erano delle fiamme e ho chiamato i vigili del fuoco che mi hanno detto di uscire subito», ha aggiunto. 

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