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L'Etna, la lava e l'emissione di cenere e fumo: ecco perché il vulcano sta cambiando "pelle"

In serata una cospicua emissione di fumo in modo intermittente dal cratere di sud-est. E il tremore continua a mantenersi su livelli alti

Di Redazione
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Cospicua emissione in serata di fumo in modo intermittente dal cratere di sud-est dell'Etna. Il tremore continua a mantenersi su livelli alti. Si tratta di un'attività differente rispetto a quelle cui ci aveva abituato nel corso del 2021. Invece di intensi parossismi, c'è un'attività più meno "esplosiva" ma più lunga.

 

 

Ma l'Etna sembra comunque essersi risvegliato. Già venerdì una nuova bocca effusiva si è aperta sul versante settentrionale del cratere di Sud-Est dell’Etna a una quota di circa 3.250 metri. C'è anche una piccola colata lavica in direzione nord-est. Prosegue anche l’effusione lavica dalla bocca che si è aperta il 12 maggio scorso, i cui fronti lavici si attestano nella desertica Valle del Leone. Il cratere di Sud-Est continua ad essere interessato da un’attività esplosiva stromboliana, di intensità variabile, che è stata accompagnata da una emissione discontinua di cenere diluita che si è dispersa in direzione sud-ovest.

E infatti da ieri il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana ha disposto il passaggio di livello di allerta da «verde», che corrisponde all’attività ordinaria, al livello «giallo» e la conseguente attivazione della fase operativa di «attenzione».

 

 

Tale valutazione ha spiegato la Protezione civile è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Osservatorio Etneo e Sezione di Palermo), il Dipartimento Scienza della Terra dell’Università di Firenze e il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente. 

 


 «L'innalzamento del livello determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e l’attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile condivide tali informazioni con la struttura di protezione civile della Regione Siciliana che, soprattutto in relazione a scenari di impatto locale, allerta le strutture territoriali di protezione civile e adotta eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali. Indipendentemente dalle fenomenologie vulcaniche di livello locale, che possono avere frequenti variazioni, persiste una situazione di potenziate disequilibrio del vulcano. Occorre quindi tener presente che i passaggi di livello di allerta possono non avvenire necessariamente in modo sequenziale o graduale, essendo sempre possibili variazioni repentine o improvvise dell’attività, anche del tutto impreviste», conclude la nota. 

 

 

(video Local Team)
 

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