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Gela cattura la Bit: la nave greca torna a casa al museo di Bosco Littorio
Il relitto scoperto nel 1988 e un allestimento immersivo rilanciano l' identità gelese e il turismo siciliano
Alla Bit di Milano 2026 la Sicilia si presenta con tre destinazioni culturali di punta, ma è Gela a catturare l’attenzione e tanta curiosità. Nel padiglione dell’Assessorato regionale al Turismo, accanto agli assessori Elvira Amata e Francesco Scarpinato, alla Soprintendente Daniela Vullo, al sindaco Terenziano Di Stefano e all’assessore ai Beni Culturali Romina Morselli, la città espone con orgoglio il tassello che attendeva da quasi quarant’anni: la nave greca scoperta nel 1988 e il Museo dei relitti greci di Bosco Littorio, pronto a inaugurare il 24 febbraio. Un traguardo che non è solo culturale. È identitario. È politico nel senso più alto del termine: restituire a una comunità la sua storia e offrirle un futuro diverso.
Il nuovo museo nasce in un’area simbolica, Bosco Littorio, di fronte a quel mare dove negli anni Ottanta vennero alla luce i resti del relitto greco, uno dei reperti più importanti del Mediterraneo antico. Da allora, quel patrimonio è rimasto sospeso tra attese, progetti, rinvii. Oggi, finalmente, trova una casa stabile e un allestimento capace di dialogare con il pubblico internazionale. L’assessore ai Beni Culturali Francesco Scarpinato ne ha dato l’annuncio con orgoglio. "Un risultato che è frutto di determinazione e sinergia tra istituzioni", ha detto l’assessore Scarpinato che ha posto in evidenza come il museo di Bosco Littorio possa essere attrattore di turismo nell’isola mettendo anche in rete musei e siti.
"Per Gela è molto più di un museo: è la possibilità di riscrivere la propria immagine, di affiancare alla memoria industriale una vocazione culturale e archeologica che per troppo tempo è rimasta in ombra", dicono il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore Romina Morselli. Ed è la Soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo che ha spiegato con una forte emozione al pubblico specialistico della Bit cosa troveranno a Gela dal 24 febbraio: un museo con una nave unica al mondo, un’aula immersiva che fa rivivere il momento del naufragio e il recupero della nave, una postazione multimediale che consente una visita virtuale dei tesori di Gela. La presenza compatta delle istituzioni alla BIT non è casuale. È il segnale di una strategia che punta a riportare Gela nelle rotte del turismo culturale, accanto a mete già affermate come Gibellina, Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, e Catania, candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028. In questo mosaico di proposte, Gela porta una storia diversa: quella di una città che ha pagato un prezzo alto alla crisi industriale e che oggi sceglie di ripartire dal suo patrimonio più autentico, quello che affonda le radici nella Grecia d’Occidente. La Sicilia, presentando insieme queste tre realtà, manda un messaggio forte: il turismo culturale non è un accessorio, ma un asse strategico per lo sviluppo. E Gela, con il suo museo finalmente compiuto, dimostra che anche le città che hanno vissuto stagioni difficili possono tornare a essere luoghi di attrazione, studio e scoperta.