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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 12:48
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Il ciclone "Jolina" su Sicilia e Calabria: le immagini dai satelliti

Il ciclone mediterraneo monitorato in tempo reale dai satelliti: piogge e raffiche violente nel Sud Italia, allagamenti in Libia e dati preziosi per migliorare la previsione dei medicane.

30 Marzo 2026, 12:29

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La formazione e l’evoluzione del ciclone mediterraneo “Jolina” sono state monitorate in tempo reale dai satelliti, mentre tra il 14 e il 19 marzo la perturbazione ha investito le coste di Sicilia e CalabriaRaffiche violente e precipitazioni intense hanno comportato la chiusura delle scuole, la cancellazione di numerosi voli all’aeroporto di Catania e danni a diversi edifici.

Il sistema si è poi spostato verso la Libia, dove le piogge torrenziali hanno provocato allagamenti in aree urbane e la morte di un uomo. A raccogliere dati di grande valore sono stati, in particolare, alcuni satelliti di seconda e terza generazione della costellazione Meteosat gestita da Eumetsat, l’organizzazione europea per i satelliti meteorologici, insieme a Sentinel-1 di Copernicus, il programma di Osservazione della Terra della Commissione europea e dell’Agenzia Spaziale Europea.

Per queste missioni, Jolina ha rappresentato un caso di studio rilevante, utile ad approfondire la conoscenza di fenomeni relativamente rari nel Mediterraneo e a potenziare le capacità di previsione. «La grande quantità di dati a nostra disposizione grazie a queste missioni è preziosa per classificare i medicane come questo», afferma Giulia Panegrossi dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

La ricercatrice è coautrice di uno studio sui cicloni mediterranei, pubblicato recentemente sul Bulletin of the American Meteorological Society, che ha introdotto una definizione chiara, basata su caratteristiche osservabili dai satelliti, per la classificazione dei medicane. «Cosa importante, stiamo usando questi dati per capire perché questo evento meteorologico si è evoluto in un medicane. Essere in grado di individuare e caratterizzare i sistemi ciclonici nel Mediterraneo — prosegue Panegrossi — nonché di tracciare la posizione del centro della tempesta in tempo quasi reale, non è solo rilevante per migliorarne il monitoraggio, ma significa anche ridurre il rischio, migliorare la ricerca scientifica e preparare le società di una regione che tradizionalmente non è attrezzata per eventi di tale portata».