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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:03
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Il progetto

Autismo: l’agricoltura sociale diventa un reale percorso di inclusione

Nella fattoria sociale "Orti del Mediterraneo" di Misterbianco è partito il progetto “Let’s Go Autism -Percorsi sociali possibili”: «Qui lavoro e autonomia»

02 Aprile 2026, 15:34

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A Misterbianco, a due passi da Catania, da anni c'è una fattoria sociale. Si chiama Orti del Mediterraneo, e al suo interno si unisce il lavoro alle attività sociali. Tutto con al centro i ragazzi autistici. Qui è appena partito il progetto Let's Go Autism - Percorsi sociali possibili. L'obiettivo è favorire l'inclusione delle persone con disturbo dello spettro autistico con attività sociali, sportive, ricreative e lavorative. E le anime propulsive dell’iniziativa sono le associazioni Un Futuro per l'autismo e la Rete delle fattorie sociali Sicilia.

Salvatore Cacciola, presidente della Rete fattorie sociali e responsabile della struttura, mostra con orgoglio quanto realizzato in questi anni. E chiarisce fin da subito la filosofia di base che anima la fattoria: «Per noi l'autismo non è una teoria, non è qualcosa che ha a che fare con una malattia, ma è un incontro con persone che hanno grandissime capacità e potenzialità.» «Quello che stiamo facendo è creare opportunità di lavoro, di inclusione e di benessere. Al centro c'è la socialità, l'amicizia, ma c'è anche il lavoro e l'inclusione socio-lavorativa».

Let's Go Autism è quindi la messa a sistema di una metodologia ampiamente collaudata negli anni.

Una strategia che parte dal terreno, un bene confiscato alla criminalità organizzata nel 2016, che oggi vanta una struttura polifunzionale realizzata con fondi europei e privati. «Perché la nostra iniziativa è sostenibile economicamente», sottolinea Cacciola. L'inclusione si fonde con l'educazione ambientale, tra cucine per le autonomie e aule didattiche. Ci sono dieci orti a tema, in scrupoloso regime biologico, curati sotto l'attenta supervisione dell'agronomo Pasquale Sinatra che coordina le attività all'aperto.

«Insieme ai ragazzi ci occupiamo della manutenzione del posto», spiega l'esperto. «Per loro è un vero e proprio lavoro.» «Ognuno di loro magari ha delle attitudini per alcune cultivar o aree tematiche. Questa fattoria, oltre che essere area di lavoro, viene anche visitata dai ragazzi delle scuole e i nostri giovani ci aiutano per queste visite didattiche».

I veri protagonisti restano però i lavoratori stessi. Orazio, trentun anni, ha trovato la sua dimensione ideale tra i filari e se ne prende cura con enorme dedizione. «Io coltivo le fragole», racconta orgoglioso. «Me ne occupo, le innaffio, metto della paglia per proteggere. Poi spiego quel che faccio alle scuole. Lavoro qui tutti i giorni e mi piace». Accanto a lui lavora instancabilmente Gesualdo, quarantatré anni, qui dal 2017. Il suo regno è quello delle piante aromatiche, che illustra puntualmente alle scuole materne ed elementari in visita: «Mi occupo delle piante come salvia e menta. E cucino anche», aggiunge. Sia Orazio che Gesualdo vengono da una situazione personale molto complessa a causa dell'autismo. Ma le attività li hanno resi oggi lavoratori attivi e consapevoli.

Dietro questi straordinari traguardi umani e lavorativi c'è il lavoro instancabile di un'equipe multidisciplinare. Clara Barbaro, tutor educativa e sociologa, definisce il proprio impegno quotidiano tracciando un bilancio emotivo oltre che professionale: «Il nostro è più che altro un lavoro di cuore, un lavoro di amore. Noi lavoriamo con i nostri ragazzi tutti i giorni, ci confrontiamo nella nostra equipe multidisciplinare per trovare sempre delle soluzioni nuove. Ogni giorno cerchiamo di tirare fuori tutto il meglio di loro e loro hanno delle grandissime capacità. Hanno un cuore grande e infatti lo dimostrano tutti i giorni perché curano con amore i nostri orti».

Il progetto Let's Go Autism, finanziato dall'Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, avrà una durata iniziale garantita di dodici mesi, e si prepara ad accogliere ottanta beneficiari. Con la consapevolezza di attuare un modello virtuoso per una vera autonomia.