La storia
Paolo, un tornado che abbatte tutti gli stereotipi sull’autismo
La diagnosi a tre anni, poi le sfide sociali. Oggi è laureato e ha pubblicato un libro
Paolo Torrisi ha 26 anni, una laurea in Beni Culturali e un amore viscerale per la storia dell'arte. Parlando dei suoi studi all'Università di Catania, racconta con orgoglio: «Mi sono laureato nel 2022 e tutte le materie che studio mi appassionano tremendamente». Dietro al successo accademico c'è però un percorso personale segnato da una condizione che ha imparato a conoscere sin da piccolo. «Sono nato con un disturbo dello spettro autistico, quella che un tempo era denominata sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento», spiega Paolo, precisando che, a differenza delle forme a basso o medio funzionamento, chi vive questa condizione comunica in maniera apparentemente normale, pur dovendo affrontare problematiche che «possono essere col tempo superate, se accompagnate con un giusto lavoro».
La diagnosi per Paolo è arrivata molto presto, intorno ai tre anni. E, racconta, l'infanzia non è stata facile. Il passaggio cruciale è avvenuto nel 2011 con l'ingresso nell'associazione «Un futuro per l'autismo», un'esperienza che descrive come decisiva: «Ha letteralmente cambiato la mia vita». Ricorda con estrema sincerità le difficoltà sociali degli inizi, quando frequentava le medie e si sentiva isolato. «Non avevo amici, non avevo persone con cui stare vicino e questa è una caratteristica che tanti ragazzi autistici purtroppo mostrano», confessa, aggiungendo che sebbene alcune difficoltà relazionali non siano del tutto sparite, il miglioramento nel tempo è stato costante.
Uno degli aspetti più interessanti del racconto di Paolo riguarda il modo in cui vengono percepiti gli autistici, spesso oscillando tra il pregiudizio e lo stereotipo del “genio”. Paolo conferma che esiste una base di verità: i ragazzi come lui approfondiscono «fino alla nausea, a livello di ossessione». Nel suo caso, questa dedizione si è riversata nello studio dei tornado. «La passione è nata quando avevo sei anni, dopo aver visto il film americano Twister», racconta. Questo interesse è rimasto vivo per anni, tanto da spingerlo nel 2024 alla pubblicazione di un volume con una casa editrice di Modena. «A Catania il 7 ottobre 1884 un tornado da 400 chilometri orari, di categoria F5, la più alta, ha spazzato via case e strade», racconta. «Roba da ridimensionare anche il recente ciclone Harry».
Lo spettro autistico comporta anche una gestione complessa della comunicazione. Paolo la descrive come «un'onestà pungente, quella che magari ti porta a dire quel che non vorresti». Un tratto che, insieme alla tendenza a parlare incessantemente delle proprie passioni, può portare all'alienazione. «A dieci anni dissi a mia mamma che non volevo avere amici», ricorda sorridendo, «mentre oggi è il contrario, preferirei uscire di casa quasi sempre». Questo cambiamento è frutto di anni di esercizi pratici all'interno dell'associazione, dove ha imparato le basi della socialità, come seguire gli altri con lo sguardo o condividere attività quotidiane e uscite di gruppo.
Oggi Paolo lavora nel settore della logistica. «Sto fianco a fianco ai camionisti, ma vorrei scrivere ancora. E lavorare in un museo», confessa ripensando alla sua esperienza di tirocinio universitario presso il Museo dei saperi e delle mirabilia siciliane (in foto). «Ci sono tornato da guida per le giornate FAI di Primavera, altra bellissima esperienza».
L'associazione «Un futuro per l'autismo» nasce il 24 aprile 2001 quando tre famiglie con figli con disturbi dello spettro autistico cominciano a collaborare prima fra loro e poi con le istituzioni per organizzare servizi allora non disponibili: integrazione scolastica, campus estivi, assistenza cognitivo-comportamentale in ambulatorio e domiciliare. Poi sono arrivati i centri diurni, indispensabili per le persone con elevato bisogno di sostegno. Oggi conta 130 famiglie che continuano a integrare i servizi sanitari pubblici secondo il principio della solidarietà sociale. Con tante storie di successo, come quella di Paolo.