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La ricerca

Nuove scoperte sui fondali di Panarea: individuati un maxi cratere sottomarino e nuovi camini idrotermali. Il video

Individuati a 1,5 km a nord-est di Panarea, a una profondità tra 60 e 80 metri, un cratere di 100 × 60 metri con intensa attività di degassamento e nuove strutture idrotermali simili alla celebre Smoking Land

05 Agosto 2026, 12:52

13:00

Un grande cratere sottomarino (100 × 60 metri) e nuovi camini idrotermali sono stati scoperti a circa un miglio dall'isola di Panarea, a una profondità tra 60 e 80 metri. La scoperta è il frutto di uno studio coordinato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) con la Stazione zoologica Anton Dohrn (Szn), tramite il Sicily marine centre e il Calabria marine centre (Crimac).

“La scoperta di questa nuova area caratterizzata da un'intensa attività a nord-est dell'isola di Panarea suggerisce la necessità di riconsiderare l'estensione del sistema idrotermale sottomarino finora conosciuto. Questo risultato pone nuove sfide nello studio della dinamica e dell'energia del sistema e, più in generale, dello stato di attività del complesso vulcanico di Panarea e del suo impatto sull'ecosistema circostante, aprendo nuove prospettive per le attività di ricerca e monitoraggio vulcanico utili all'aggiornamento degli scenari di pericolosità”, affermano i ricercatori Antonino Torre, Agostino Semprebello e Alessandro Gattuso, coordinatore della ricerca e responsabile della sede Ingv di Milazzo.

Lo studio è nato dall'analisi dei dati del progetto Idmar (Infrastruttura multidisciplinare distribuita sul mare, Po fesr 2014-2020) a 1,5 km a nord-est di Panarea. I rilievi Multibeam del gruppo Ingv di Palermo, coordinato da Manfredi Longo, hanno individuato tramite sistemi Gis morfologie complesse, rivelatesi poi vie di risalita di fluidi mai documentate prima.

Nel luglio 2026, un’indagine con un Rov (robot subacqueo guidato dalla superficie) dell'Università di Padova, pilotato da Marco Munari (Szn), ha confermato un'intensa attività di degassamento nel cratere e nei camini. Le strutture sono simili a quelle di Smoking Land, trovate nel 2015 vicino a Basiluzzo. Nel cratere sono presenti estesi tappeti batterici, mentre nell'area dei camini il fondale ospita una ricca comunità bentonica con macroalghe verdi e colonie della gorgonia Eunicella singularis. Dal punto di vista geologico, la zona si trova lungo la linea tettonica nord-est/sud-ovest che unisce Panarea a Basiluzzo.

Antonio Paonita, direttore della sezione Ingv di Palermo, sottolinea: “Le evidenze ottenute sono il frutto di una lunga tradizione di ricerca che vede la Sezione di Palermo impegnata da più di vent'anni negli studi dei sistemi vulcanici ed idrotermali sottomarini, con particolare riferimento alle Isole Eolie, dove ha sviluppato scienza e tecnologie innovative per il monitoraggio e la modellazione dei processi profondi”.

Teresa Romeo, direttrice della Szn Sicilia-Calabria, conclude: “La scoperta di quest'area apre nuovi scenari che potranno darci informazioni sulla biodiversità di questi complessi ecosistemi che, a fronte della loro estensione, rappresentano laboratori naturali per studiare i cambiamenti climatici e gli adattamenti degli organismi. La sinergia tra le competenze vulcanologiche e quelle biologiche ed ecologiche consente una completa interpretazione della complessità energetica del sistema che, a partire da questa scoperta, potrà essere approfondita attraverso campagne di ricerca e monitoraggio per una maggiore valutazione dei rischi, ma anche per simulazioni specifiche di condizioni estreme”.