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«Eruzioni e cenere, la sorveglianza dall'alto è cruciale» VIDEO

Intervista a Francesco Miraglia, comandante del Nec di Catania

Laura Distefano

19 Agosto 2024, 15:04

«Una dotazione importante per agevolare il monitoraggio di un territorio molto complesso come è quello della Sicilia Orientale e in particolare della provincia di Catania che è attraversata da fenomenologie criminali di altissimo profilo», così Francesco Miraglia, comandante del 12simo Nucleo Elicotteri dei Carabinieri (Nec), evidenzia gli enormi benefici in termini di sicurezza che si avranno con l'arrivo del nuovo velivolo a Fontanarossa: un modernissimo AW 169. «Servirà quindi a garantire un supporto forte alla componente territoriale - aggiunge il tenente colonnello - per l'espletamento delle attività di prevenzione e repressione».

Il nuovo elicottero è un mezzo di altissima avanguardia. «Un velivolo bimotore - spiega Miraglia - con attrezzature aeronautiche di ultima generazione, tra le quali la telecamera infrarossi che serve a localizzare in situazioni particolari dettagli molto piccoli che non possono essere rilevati a occhio nudo. E dotato anche di un potente faro di ricerche che serve per le operazioni in orario notturno ed è anche una macchina prestante a livello di potenza e velocità che ci permette di coprire agevolmente i territori in periodi notevolmente ristretti. Ha anche una capacità di carico importante: possiamo portare a bordo otto passeggeri, quindi questo ci agevola nell'espletamento delle attività di controllo».

Un importante apporto il Nec lo fornisce nel contrasto ai reati ambientali. «Questo è uno degli obiettivi peculiari del nucleo elicotteri di Catania, ci sono delle problematiche ataviche presenti sul territorio. Mi riferisco - commenta il comandante Miraglia - ai fenomeni di discariche abusive, abusivismo edilizio, sversamenti lungo la fascia costiera. Ed è importante monitorare questo aspetto anche perché è una problematica molto avvertita dalla collettività».

I sorvoli dei mezzi aerei dei carabinieri sono stati strategici in queste settimane di disagi dovute alle eruzioni dell'Etna e la conseguente ricaduta di cenere. «Bisogna monitorare scrupolosamente il territorio specie quelle aree montane che sono più vicine all'Etna, che in quest'ultimo periodo - spiega Miraglia - ha causato parecchi disagi alla popolazione. E quindi spetta a noi il compito di vigilare e dare un segnale di prossimità e di vicinanza alla cittadinanza. Anche acquisendo le videoriprese effettuate con le telecamere di bordo si può avere un primo flash che può tornare utile agli organismi di protezione civile chiamati ad operare sul campo in maniera pratica».