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Catania: parrucchieri sì, ristoranti no. Chi è ripartito nella fase 2

Di Redazione
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CATANIA - «La Fase 2 tanto auspicata, perché doveva segnare il processo di ripartenza per le piccole e medie imprese, merita una valutazione approfondita e diversificata». Parole del Direttore di «Unimpresa-Assoesercenti Catania» Salvo Politino. Una “fotografia” della fase post-quarantena, scaglionata per settori, all’interno del comparto commerciale della città metropolitana etnea. “ Ci sono stati settori, come i parrucchieri o i saloni di bellezza, che sono ripartiti alla grande- continua Politino- molti altri,invece, vanno ancora molto a rilento e faticano a far quadrare i conti. Un esempio? Dati alla mano, ad oggi, oltre il 40 % dei ristoratori non ha ancora aperto per problemi legati alla burocrazia, alla liquidità ed a tutta una serie di norme per garantire le distanze di sicurezza”. Molti commercianti sono scoraggiati e si chiedono se valga ancora la pena rialzare la saracinesca oppure se non sia meglio chiudere definitivamente bottega. «Non solo, bisogna fare i conti pure con la crisi psicologica che ha colpito anche i consumatori. In questo contesto ci segnalano un calo del 60%- 70% di clientela nello storico mercato di piazza Carlo Alberto mentre, per quanto riguarda il comparto legato alla moda, la situazione è peggiore visto che la gente si è abituata agli acquisti on-line: questo non fa che influire pesantemente sui canali tradizionali del commercio».

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