Notizie locali

Catania

Catania, scoperte quattro fabbriche clandestine di pellet e bancali

Di Redazione
Pubblicità

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Catania hanno trovato, nell’ambito dei controlli delle aziende che producono e commercializzano pedane in legno, quattro opifici clandestini dove venivano anche contraffatti marchi registrati ed in cui operavano, tra gli altri, 12 lavoratori in nero, dei dei quali percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza.

Sono stati sottoposti a sequestro circa 8000 pallet, numerosi cliché per l’illecita marchiatura a fuoco e macchinari per la produzione dei manufatti.

In particolare, i Finanzieri della Compagnia di Catania hanno individuato numerose imprese, una delle quali peraltro sconosciuta al Fisco, che producevano e commercializzavano pallet e bancali in legno utilizzati abitualmente per lo stoccaggio e la movimentazione delle merci. Le pedane, però, riportavano illecitamente il marchio Epal del Consorzio Conlegno, l’organizzazione che raccoglie e tutela molte aziende del settore del legno e che impone determinate caratteristiche costruttive ai propri prodotti.

L’utilizzo delle pedane sottoposte a sequestro, oltre che essere potenzialmente nocivo per la salute a causa della presenza nel legno di vernici ed impregnanti non tracciati, possono rivelarsi anche molto pericolose per gli operatori che le maneggiano, non essendo garantita la robustezza e qualità dei materiali impiegati per la loro costruzione. Non sono purtroppo nuovi alla cronaca incidenti sul lavoro per schiacciamento da materiali pesanti.

Ingegnosi i cliché a fuoco artigianali rinvenuti che, per il loro funzionamento, erano alimentati in maniera improvvisata da bombole del gas modificate, aumentando così i rischi di incendio o esplosione nelle fabbriche clandestine.

Alla fine delle verifiche sono stati denunciati alla Procura 4 persone per commercio di prodotti contraffatti, utilizzo di segni mendaci, ricettazione e reati ambientali.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti:
Pubblicità