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Catania

Mafia, sequestrata a Giovanni Pappalardo anche un'azienda

Di Redazione
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Non si fermano le indagini sul patrimonio di Giovanni Pappalardo, 46 anni, di Catania, ma residente a Palagonia con la famiglia, ritenuto esponente di spicco dei clan di Caltagirone. La Guardia di finanza ha eseguito un provvedimento di sequestro patrimoniale emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Catania - relativo a una azienda che opera nel settore agricolo e nella ristorazione, con un terreno, per un valore complessivo di circa 60 mila euro. Già nell’ottobre scorso il Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catania e dalla Compagnia della di Caltagirone, erano stati sequestrati a Pappalardo e alla sua famiglia terreni, villa e conti correnti per circa 270 mila euro.

Secondo le fiamme gialle le inchieste hanno confermato la pericolosità sociale di Pappalardo che è stato condannato per associazione mafiosa, per estorsione ai danno di imprenditori del catanese, ma anche per rapina e omicidio. Pappalardo infatti sarebbe un esponente dei clan di Caltagirone e in una delle tante sentenze di condanna che lo riguardano è anche emerso che ha partecipato ad almeno quattro summit tra esponenti di punta delle famiglie catanesi e calatine di “Cosa nostra” (Santapaola, Ercolano e Floridia per il clan Nardo di Lentini), nell’ambito dei quali, tra l’altro, è stata discussa la nomina del “rappresentante provinciale” di Cosa nostra e la ripartizione dei proventi delle estorsioni.

Giovanni Pappalardo non non risulta direttamente intestatario di beni immobili. E le indagini si sono così concentrate su moglie e figlie.

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