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Alta velocità ferroviaria, l'esilarante contro-spot siciliano ricco di liscìa

In un minuto di video, ironicamente rivisto e corretto, l'inizio di una rivolta social contro i treni che sfrecciano ma solo bel oltre lo Stretto...

Quando parte lo spot - quello vero - la voce fuori campo esclama: «In questi dieci anni è cambiato il suo modo di viaggiare», mentre le immagini indugiano su un’affascinante viaggiatrice. Poi la platea del cambiamento: «Il loro» (gruppo di giovani, anche stranieri, sul treno), con chiosa finale: «Quello di tutti». Ma nel contro-spot sicilianista, che fa il verso al filmato diffuso su tutte le tv nazionali in questi giorni, lo corregge con una scritta in sovrimpressione: «E ci sfottono pure!».

È l’inizio della rivolta social contro l’alta velocità ferroviaria che si ferma molto prima dello Stretto. In un minuto di video, ironicamente rivisto e corretto dall’Unione dei Siciliani–Sicilia Nazione, si riscrivono gli ultimi due lustri di innovazione tecnologica e di qualità dei trasporti ferroviari. «Le Ferrovie dello Stato con uno spot celebrano i dieci anni dell’alta velocità italiana dicendo che è cambiato il modo di viaggiare di tutti. Ma di tutti chi? L’alta velocità funziona solo al Nord e in Sicilia hanno previsto di non farla arrivare mai. I siciliani l’hanno pagata con le loro tasse e non ne ricevono alcun vantaggio. E dobbiamo anche sopportare questo spot indecente...».

E così, quando il filmato pubblicitario lancia il claim finale («È il bello di viaggiare insieme, ad alta velocità»), mentre si vede un lungo e meraviglioso ponte attraversato da un treno, alla scritta «10 anni di alta velocità italiana», la versione goliardica accosta una banda rossa con una precisazione in stampatello: «Ma non in Sicilia».

L’artefice della protesta, il coordinatore nazionale dell’Unione dei Siciliani-Sicilia Nazione, non si sottrae alle sue responsabilità: «Non possiamo più tollerare che, oltre a essere di fatto cittadini di serie B, ci sfottano pure e si comportino come se l’Italia finisca molto prima dello Stretto», dice Rino Piscitello. E non stavolta non scherza.

Twitter: @MarioBarresi

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