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Ragusa, disarticolata la banda italo-albanese che gestiva lo spaccio

altri due arresti nell'ambito dell'operazione Sp25 che ha portato in carcere 12 persone per traffico di stupefacenti

Dalle prime ore della mattinata di oggi circa 30 Carabinieri della Compagnia di Ragusa, supportati dalle unità cinofile dei Carabinieri di Nicolosi (Catania), sono stati impegnati nell’operazione di polizia giudiziaria che trae origine da un’indagine condotta dal NORM di Ragusa e che ha permesso di ricostruire la rete e gli intrecci della criminalità iblea nel sempre florido settore della vendita di sostanze stupefacenti.

L’operazione è denominata “SP25”, dall’omonima strada provinciale che collega il capoluogo ibleo con la sua frazione marina, dove i militari hanno effettuato la maggior parte dei riscontri all’attività investigativa. Due le persone arrestate, Ridvan Kamberay, 34 anni, albanese, e Elvis Maloku, 20 anni, anche lui albanese,  destinatari del provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica, altri 3 invece (italiani e albanesi), sono stati destinatari della misura cautelare dell’obbligo di dimora, 23 i soggetti denunciati in stato di libertà per i reati di spaccio di sostanze stupefacenti, furti e ricettazione.

Un terzo destinatario della misura cautelare restrittiva non è stato rintracciato e verosimilmente si trova in Albania, così come altri due indagati destinatari del provvedimento dell’obbligo di dimora irreperibili sul territorio nazionale.

L’attività di indagine è nata dalla volontà di colpire alcuni giovani spacciatori italiani ed albanesi operanti nel centro storico di Ragusa. 

L’attività trae origine dagli arresti in flagranza di reato operato dai Carabinieri nelle varie fasi delle investigazioni nelle vie del centro città di Elvis Malokus e del fratello, entrambi pluripregiudicati e di un altro pregiudicato ragusano effettuati a stretto giro temporale dai militari di questo Reparto tra il Novembre e il Dicembre 2017. L’indagine ha consentito di accertare numerosissimi episodi di spaccio, come quelli messi in atto all’interno delle vie del centro storico di Ragusa, a seguito dei quali sono stati segnalati alla Prefettura e denunciati a piede libero diversi giovani, anche minorenni. Nel contempo i militari sono riusciti ad individuare e a localizzare dei veri e propri “laboratori di spaccio”, realizzati in abitazioni “d’appoggio”, ove veniva custodita la merce e dove spesso si realizzavano gli scambi.

L'organizzazione come detto era  formata anche da soggetti di origine albanese che nei mesi compresi tra dicembre e marzo 2018 avevano letteralmente saccheggiato con furti diverse abitazioni, studi legali ed esercizi commerciali del centro storico ibleo, asportando per lo più numerosi prodotti Hi-Tech, come computer, tablet, smartphone, impianti stereo e schermi TV. Anche per quanto riguarda i reati predatori sono state denunciate numerose persone a piede libero per furto e ricettazione, mentre la refurtiva recuperata è stata restituita ai legittimi proprietari.

In tutto nel corso dell'operazione sono state spiccate 12 persone misure cautelari. Sono stati inoltre sequestrati, complessivamente, oltre 1 kg di stupefacenti e denaro contante. 

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