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Caltagirone

Servizio "All inclusive" per diventare falsi invalidi: ecco come funzionava il sistema di truffe

I certificati venivano prodotti per far ottenere varie agevolazioni. Notificati 27 avvisi di conclusione indagini: ci sono anche 4 medici

Redazione Catania

13 Gennaio 2026, 13:53

14:03

Un "pacchetto completo" per ottenere indebitamente prestazioni assistenziali: secondo l’ipotesi accusatoria, due intermediari offrivano a richiedenti privi dei requisiti un sistema chiavi in mano composto da certificazioni mediche false (talvolta retrodatate e rilasciate senza visita), preparazione e coaching per superare le commissioni Inps, presenza alle visite collegiali e, in caso di rigetto, assistenza legale in sede civile.

L’operazione, battezzata “All inclusive”, avrebbe permesso – sempre secondo gli inquirenti – di far riconoscere pensioni di invalidità (L. 222/1984) e altri benefici assistenziali a chi non ne aveva diritto.

A gestire i contatti, dicono le investigazioni, sarebbero stati un commercialista 73enne di Scordia e un sedicente avvocato 46enne di Caltagirone, ponte tra i richiedenti e alcuni specialisti: due neurologi e un fisiatra dell’ospedale “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone, oltre a uno psichiatra del locale Dipartimento di Salute Mentale.

Le diagnosi compiacenti sarebbero state rilasciate dietro corrispettivi tra 2.000 e 4.000 euro a pratica.

È questo il quadro ricostruito dalla Procura della Repubblica di Caltagirone al termine di un’indagine condotta tra gennaio 2020 e dicembre 2022 dai Carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria, in sinergia con la Compagnia di Caltagirone.

L’inchiesta descrive un “mercato delle certificazioni” che, secondo gli atti, avrebbe sottratto risorse pubbliche a danno dello Stato e degli enti previdenziali.

La Procura ha disposto la notifica del decreto di conclusione delle indagini preliminari per 27 persone. Tra gli indagati figurano quattro medici in servizio all’Asp di Catania, un commercialista, un avvocato e un sedicente legale, oltre a privati che avrebbero beneficiato del sistema.

Gli inquirenti sostengono di aver documentato l’applicazione del meccanismo per almeno 19 soggetti, considerati invalidi o falsamente tali, seguendo il filo di intercettazioni, pedinamenti e riscontri documentali.

Resta fermo che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, fino a eventuale sentenza definitiva, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza.

L’esito dell’attività investigativa, sottolinea la Procura, conferma l’impegno nel contrasto agli illeciti contro la Pubblica amministrazione e nella tutela del bilancio dello Stato.