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L'incontro

Il vicepremier Tajani visita la nuova sede de "La Sicilia": tra "auguri" e scenari politici della Regione (ma non solo)

Il ministro degli Esteri, oggi a Catania, ha portato il suo saluto alla redazione del giornale da poco trasferitosi a Villa Scammacca

Redazione La Sicilia

16 Gennaio 2026, 15:08

19:08

Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, ha visitato la nuova sede de "La Sicilia" nella prestigiosa Villa Scammacca a Catania. In Sicilia per vari impegni istituzionali, Tajani ha portato i suoi saluti a una realtà editoriale come la nostra con una tradizione di 80 anni ma che guarda con coraggio al futuro. La nuova sede è infatti uno dei tanti investimenti per consolidare la posizione di leadership del giornale nel panorama siciliano, e non solo, effettuati in questi mesi dal nuovo editore Salvatore Palella

«Grazie per l'ospitalità e l'accoglienza e un saluto a tutti i colleghi giornalisti», ha esordito Tajani  complimentandosi per la sede e ricordando che è ancora oggi un giornalista. «Oggi il mestiere è più difficile di quando lo facevo io a tempo pieno per via dei social e bisogna approfondire quasi come se fosse un settimanale. Chi fa il giornalista oggi merita un plauso». Poi il vicepremier ha ricordato che «ci sono anche editori come voi che permettono di avere quotidiani ancora competitivi. Abbiamo bisogno dei giornali e che i giovani si abituano a leggere i giornali. Il giornale di carta ha sempre il suo fascino, e ha qualcosa di più dell'online. Siamo riusciti anche in manovra a dare un segnale al mondo dell'editoria, manovra condizionata da decisione di uscire da procedura infrazione».

Da sinistra: il direttore Antonello Piraneo, il vicepremier Antonio Tajani, il vicedirettore Mario Barresi e l'editore de "La Sicilia" Salvatore Palella

La redazione del quotidiano  dopo oltre 50 anni nella sede della Circonvallazione cambia location e si trasferisce più in centro a Catania, in piazza Michelangelo, in una dimora storica, Villa Scammacca, appositamente ristrutturata e ammodernata per ospitare una “newsroom” moderna, che conserva la sua anima "cartacea" ma si apre sempre più al digitale e al mondo dei social network per informare al meglio i siciliani come fa dal 1945.

Spazio anche a considerazioni di carattere politico: «Forza Italia - ha detto - governa bene, non vedo perché dovremmo cedere la presidenza della Regione siciliana. Noi siamo un partito che ha avuto uno straordinario risultato alle elezioni europee. Sarebbe un controsenso cambiare la forza politica che guida la coalizione, ne parleremo con gli alleati, ma noi continueremo a insistere: Forza Italia deve poter continuare ad avere la presidenza della Regione», ha concluso il leader di FI.  

«Le tensioni internazionali ci sono - ha poi aggiunto-. È una situazione molto complicata, è complicata in Ucraina, è complicata in Iran, è complicata a Gaza, è complicata in Venezuela. Però noi abbiamo un compito, quello di lavorare per la pace, costruire un assetto internazionale che veda appunto la pace ed un occidente unito, perché l’occidente significa la difesa della libertà, la difesa dello stato di diritto, la difesa dei valori fondanti della nostra civiltà, della nostra identità».

E c'è spazio anche per una battuta sul dibattito interno a Forza Italia: «Se Mulé ha voluto trasferire la residenza in Sicilia ha fatto bene. Io sono ciociaro, ho trasferito la mia residenza in Ciociaria» ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulla scelta del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, di spostare la residenza in Sicilia (condizione essenziale per candidarsi alla presidenza della Regione).