La visita
Il ministro Musumeci in Sicilia nelle zone colpite dal ciclone Harry: «Non ci sarà un problema di risorse, ma ora l'interlocutore è la Regione Siciliana»
Il ministro per la Protezione Civile lancia la tabella di marcia per gli vari step di "emergenza" e "ricostruzione". «I sindaci potranno operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza»
Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci è arrivato a Santa Teresa di Riva, uno dei comuni più danneggiati dal ciclone Harry nella provincia messinese, accompagnato dal Capo Dipartimento, Fabio Siciliano «con cui farete il punto sugli aspetti più tecnici». Musumeci spiega la tabella di marcia della fase di emergenza e di ricostruzione. «Stiamo seguendo esattamente - afferma il ministro - quello che il codice di protezione civile ci obbliga a fare, intanto bisogna procedere ora che è tornata una relativa calma alla conta dei danni. Questo è un compito dei comuni che dovranno relazionare alle rispettive regioni, parlo naturalmente di Sicilia, Calabria e Sardegna, la Regione formalizza la richiesta dello stato di emergenza oltre a poter dichiarare lo stato di emergenza regionale, lo chiamiamo così, c'è un'apposita legge che lo prevede. Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana dopo una sommaria istruzione da parte del Dipartimento, io proporrò e relazionerò al Consiglio dei Ministri la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale che si accompagna anche alla deliberazione di una prima risorsa che consente agli enti locali di poter operare per i primi interventi, quindi rimuovere detriti, ostacoli, il ripristino della viabilità e della funzionalità dei servizi essenziali. Per i danni alle infrastrutture possono operare direttamente gli enti locali, ma se si tratta di ricostruzione vera e propria allora bisognerà chiudere la fase di emergenza e aprire lo stato di ricostruzione come prevede la legge 40 proprio sul codice della ricostruzione, quindi ancora è presto per fare una quantificazione seria dei danni».
Musumeci, dopo Santa Teresa Riva, è arrivato a Catania nel porticciolo di Ognina. Il ministro tiene a evidenziare che la stima dei danni non è terminata. «Teniamo conto - dice - che non è soltanto la riviera della Sicilia orientale, la costa orientale ad essere stata colpita, ci sono danni anche nell'entroterra, nelle aree interne, frane, 200 persone evacuate nel Catanese, quindi bisogna essere per ora prudenti, non è un problema e non sarà un problema di risorse. I sindaci - aggiunge Musumeci - potranno operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza, questo possono farlo già da ieri, tutto il resto sarà valutato. Noi nelle prossime ore ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei vari dipartimenti per fare il punto e concordare con i presidenti di Regione quale la procedura più celere, quella che può consentire un ripristino di ambienti che naturalmente, lo so benissimo da siciliano, sono ambienti sui quali riposa buona parte della economia estiva dei nostri territori, quindi prima si ripristina è meglio è, ma l'interlocutore in questa fase principale rimane la Regione, il Governo della Regione, anche se il Dipartimento nazionale e il Governo nazionale, come abbiamo dimostrato in altri casi, è sempre presente - aggiunge il Ministro - secondo il principio di sussidiarietà per sostenere gli enti che avranno necessità di essere accompagnati in una procedura che non può che essere celere ma anche trasparente per ovvie ragioni che non ho bisogno di sottolineare».
«Il sistema di previsione e pre-allerta ha funzionato. Siamo abituati a contare i morti, ma dobbiamo abituarci anche a contare i morti mancati», questo quanto evidenziato dal capo del dipartimento di protezione civile, Fabio Ciciliano.