L'inchiesta
Sant'Agata: la devozione supera le sbarre, i detenuti di Piazza Lanza hanno realizzato una "candelora" VIDEO
L'opera, che è stata creata dagli "studenti" del liceo artistico Emilio Greco della casa circondariale catanese, è stata esposta fuori dalla mura del carcere
La devozione per Sant’Agata non conosce sbarre. I detenuti del carcere di Piazza Lanza hanno realizzato una “candelora” che raffigura il busto della patrona di Catania e i momenti del martirio. Il progetto scultoreo e pittorico è stato creato con materiale di riciclo dagli studenti del Liceo artistico Emilio Greco che ha una sede nella casa circondariale.
«È un lavoro che è iniziato due anni fa», spiega la direttrice del carcere, Nunzia Di Fazio. «Sant'Agata raggiunge tutti e, quindi, raggiunge anche i detenuti. Fra l'altro è una festa molto sentita a Catania e quindi da tutto il territorio. Noi facciamo parte di questo territorio e quindi abbiamo voluto partecipare. È un’iniziativa della scuola che abbiamo accolto favorevolmente, così come la loro richiesta di poter esporre la candelora, perché riteniamo che possa essere un simbolo di tanti traguardi raggiunti. Nel corso di questi due anni i detenuti hanno potuto confrontarsi con la storia di Agata, che è una storia di coraggio e una storia che dimostra che la libertà non è gratuita, ma che si conquista con il sacrificio anche a costo della vita e che richiede costanza e determinazione. Quest'opera d'arte diventa un bel simbolo poiché è messa al confine tra l'interno e l'esterno. In questo modo l'istituto partecipa alle festività agatine».
Alla realizzazione hanno lavorato circa 50 detenuti che sono stati coordinati per la parte scultorea dai docenti Salvo Messina, Rosa Tomarchio e Orazio Ardini e per quella figurativo-pittorica da Carmela Cardelli, Serena Marino, Marianna Marino. Ma è stato un lavoro corale anche con i prof delle altre discipline.
«Abbiamo usato materiali di scarto come legno, compensato, cartone e carta - spiega la prof Tomarchio - per fare la struttura interna e le strutture decorative. Successivamente abbiamo poi lavorato con la argilla. Il mezzo busto di Sant'Agata è stato realizzato in terracotta e poi è stato patinato con argento e oro invecchiato. I dipinti realizzati con tecnica mista raffigurano le varie fasi del martirio di Sant'Agata».
Come raffigurazione centrale hanno posto un dipinto che raffigura «queste mani di uomo e donna che si uniscono. Ovviamente possiamo notare le manette - conclude la prof - come simbolo della sede carceraria».
L’opera è stata esposta a piazza Lanza. Ieri mattina don Roberto Mangiagli, direttore dell’ufficio scolastico Irc, assieme al cappellano di Piazza Lanza, Antonio Giaconia, ha “benedetto” la candelora dei detenuti. «Grazie all’arcivescovo Luigi Renna per il grande gesto di vicinanza», ha detto la direttrice. Gli alunni detenuti «sono orgogliosi ed entusiasti di quest’opera che hanno realizzato con molta devozione».