Sanità
A Catania il nuovo servizio di elisoccorso: una terapia intensiva volante per i casi di emergenza
La base operativa all'ospedale Cannizzaro con un'équipe altamente specializzata
C’è un rumore che, più di altri, annuncia la speranza. È quello delle pale di un elicottero che fendono l’aria, spesso in condizioni estreme, per raggiungere luoghi dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. L’elisoccorso rappresenta una delle colonne portanti dei moderni sistemi di emergenza sanitaria: un servizio ad alta specializzazione che unisce tecnologia, competenza medica e rapidità d’intervento.

A partire dal primo febbraio, all’ospedale Cannizzaro, è operativa una nuova società, la Alidaunia con sede a Foggia e con un’esperienza cinquantennale nei servizi di protezione civile, elisoccorso (118) ed eliambulanza per conto di Pubbliche Amministrazioni in varie regioni d’Italia e adesso anche in Sicilia con Catania e Caltanissetta. È subentrata alla vecchia in seguito alla gara d’appalto della centrale unica di committenza a cui ha contribuito il dipartimento di Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute.
«L’elicottero impiegato è un Leonardo Av 169 - spiega il comandante pilota Alessio Maria Pannuzzo, responsabile della base di Catania - dotato di verricello e visori notturni che faciliterà i soccorsi primari anche in ambienti ostili e di notte. Un servizio di eccellenza che si offre al paziente e che la Regione può vantarsi di avere. In ogni base, oltre al personale navigante - comandante, copilota, tecnico vericellista e di soccorso alpino, che ci sarà nel momento in cui si attiverà anche il verricello - ci sono un anestesista rianimatore e un infermiere professionale. Un team composto da cinque persone.
Il coordinamento per le emergenze della base dell’ospedale Cannizzaro è affidato a Isabella Bartoli, direttore dell’Unità Operativa Complessa Centrale Operativa 118 Catania-Ragusa-Siracusa. Ciò non vuol dire che quando Caltanissetta è impegnata su un soccorso noi non andiamo nel territorio nisseno perché dobbiamo coprire tutto il territorio, viceversa anche per quanto riguarda Messina.
«La centrale operativa - spiega Pannuzzo - riceve la chiamata dall’utente, fa da filtro, quindi valuta le condizioni, l’orografia del terreno da dove arriva la chiamata, la distanza da eventuali punti di soccorso, ambulanze e la necessità di allertare l’elisoccorso. È a quel punto che entra in azione la nostra base».
Dell’équipe catanese fanno parte Alessio Maria Pannuzzo ed Enrico Pecchia (comandanti pilota), Salvo Sanfilippo (medico anestesista rianimatore), Marco Iorio (tecnico), Mirco Sorce (infermiere), Cosimo Ferlito e Giancarlo Belfiore (operatori antincendio).
La funzione principale dell’elisoccorso è ridurre drasticamente i tempi di soccorso e di trasporto dei pazienti in condizioni critiche. Incidenti stradali gravi, malori improvvisi, traumi in montagna o in aree difficilmente accessibili: in tutti questi casi l’elicottero consente di superare ostacoli geografici e infrastrutturali che rallenterebbero un’ambulanza tradizionale. Non si tratta solo di “andare più veloci”, ma di arrivare dove altrimenti sarebbe impossibile arrivare in tempo utile.
Ogni missione di elisoccorso è il risultato di una complessa catena decisionale. La centrale operativa valuta la gravità dell’evento, le condizioni meteorologiche, la distanza dai presidi ospedalieri e la disponibilità dei mezzi. A bordo dell’elicottero operano appunto équipe altamente qualificate, generalmente composte da un pilota, un tecnico di elisoccorso e personale sanitario specializzato - medici e infermieri formati per lavorare in ambienti ostili e in spazi ristretti. L’elicottero, di fatto, diventa una terapia intensiva volante.
Un altro aspetto cruciale è il collegamento diretto con gli ospedali più idonei. L’elisoccorso non trasporta semplicemente il paziente nel presidio più vicino, ma in quello più adatto al tipo di emergenza: un centro traumatologico, un’unità di cardiochirurgia, una stroke unit. Questo principio, noto come “centralizzazione del paziente”, migliora sensibilmente le possibilità di sopravvivenza e riduce le conseguenze a lungo termine delle patologie tempo-dipendenti, come infarti e ictus.
Il servizio svolge inoltre un ruolo fondamentale nelle aree montane, rurali e insulari, dove la distanza dai grandi ospedali può trasformarsi in un fattore di rischio strutturale. In questi contesti l’elisoccorso non è un lusso, ma una necessità: garantisce equità di accesso alle cure, superando i limiti imposti dalla geografia. In un contesto di protocolli rigorosi, in cui la sicurezza degli operatori è parte integrante della qualità del soccorso.

Al di là dei numeri e delle statistiche, l’elisoccorso resta soprattutto un simbolo. Simbolo di una sanità che corre incontro all’emergenza, che sceglie di non arrendersi alle distanze e che mette la competenza al servizio della rapidità. Quando quell’elicottero atterra, spesso in un campo, su una strada o su una vetta, porta con sé molto più di un equipaggio: porta la possibilità concreta che il tempo, almeno per qualcuno, non sia scaduto.