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Il retroscena

Sant'Agata, il video della "sfida” fra le candelore: ecco cosa ha scatenato la condanna di Renna

La prova di resistenza in via Etnea fra pescivendoli e ortofrutticoli: la polemica e le voci dei protagonisti

05 Febbraio 2026, 16:04

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Religiosità e folklore si mescolano ancora una volta alla festa di Sant'Agata. E le Candelore tornano protagoniste di questa zona grigia delle celebrazioni agatine. Molti si sono domandati ieri cosa ci fosse dietro le parole pronunciate dall'arcivescovo di Catania, Luigi Renna, durante la sosta a piazza Stesicoro prima della tradizionale "salita dei Cappuccini". I fatti "incriminati" risalgono al 3 febbraio: la mattina della processione dell'offerta della cera e la sfilata delle Carrozze del Senato. I cerei dei pescivendoli e degli ortofrutticoli, intorno alle 9, stavano per far partire la battaglia di resistenza alla pescheria. Ma per motivi di ordine pubblico - spazi troppo ristretti rispetto alle presenze - non gli è stata permessa. C'era, infatti, una forte presenza anche di poliziotti. Questo ha creato molta delusione. Così i portatori delle due candelore hanno deciso di ritentare. E stavolta ci sono riusciti. La prova di resistenza - detta "tichetta" - è avvenuta in via Etnea poco più in alto di piazza Stesicoro. Come documentato da diversi video, che sono finiti sui vari profili TikTok dei devoti, i primi a cedere sono stati i pescivendoli con la vittoria degli ortofrutticoli. Vittoria che è stata celebrata con balli e urla. Uno dei portatori del cereo dei pescivendoli è anche svenuto, ma è stato fortunatamente un malore passeggero. La calca pare abbia creato qualche ritardo nei momenti della processione. 

«Quel che è stato fatto, ovvero fare il percorso tutto in unica soluzione, non è espressamente vietato dal regolamento - sottolinea l’avvocata Patrizia Mirabella, legale del cereo Ortofrutticoli - ma la contestazione che ci è stata mossa è che si sia creato un problema di sicurezza. Lo stop del giro successivo (il 4 febbraio, ndr) è stato invece ufficialmente dovuto al meteo. Quel che ribadiamo è che non c’è nessun giro di scommesse, si è trattato solo di una dimostrazione folkloristica». Poi l’avvocata conferma: «Dal comitato festeggiamenti sono stati annunciati dei provvedimenti, ma non sappiamo di che natura saranno».

«Una prova di forza per devozione. Una tradizione che va avanti da centinaia di anni, e si tramanda nei portatori da padre in figlio. Non c’è rivalità, solo manifestazione di fede», dice il presidente del cereo pescivendoli, Luca Lumia. E aggiunge: «Non ci sono state scommesse, le candelore non sono né macchine né cavalli». Durante la “prova di forza” uno dei portatori del cereo pescivendoli ha avuto anche un malore, probabilmente dovuto allo sforzo, e Lumia aggiunge: «Questo ha rallentato la processione. Ma lo sanno anche le forze dell’ordine: noi, e gli ortofrutticoli, abbiamo avuto sempre un comportamento esemplare». 

L’episodio ha però lasciato strascichi. Alla versione che lo stop delle candelore sia stato dovuto solo al meteo non credono anche alcuni referenti di altri cerei. «Non è giusto che si faccia di tutta l’erba un fascio - riferisce un referente che ha chiesto di restare anonimo - Anche nel discorso di Renna, che faccia i nomi: non è giusto che per due cerei vada in mezzo il buon nome di tutti gli altri 13. Il blocco per l’incolumità meteo è la versione ufficiale che ci è stata data, ma potevamo benissimo proseguire».

«La sospensione della processione delle candelore è stata decisa solamente per motivi di sicurezza legati alle previsioni meteo. Sulla questione dei fatti del 3 febbraio stiamo facendo i dovuti accertamenti con la visione dei video e l'ascolto delle versioni dei protagonisti al fine di potere avere una ricostruzione più attendibile. Se ci saranno i presupposti, alla fine delle celebrazioni, saranno adottati i provvedimenti previsti nel regolamento che si riterranno necessari», commenta Carmelo Grasso, presidente del Comitato dei Festeggiamenti Agatini