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Il caso

La vergogna dell'ex Santa Marta e delle cartelle cliniche abbandonate: arriva l'ispezione ministeriale

Per l'ex ospedale nel centro di Catania anche una interrogazione parlamentare all'Ars del Pd. Le immagini

12 Febbraio 2026, 07:02

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Centinaia di cartelle cliniche abbandonate, con dati sensibili in bella vista spesso corredati da fotografie. A un mese e mezzo dal nostro reportage all'interno dell'ex ospedale Santa Marta su via Gesualdo Clementi la situazione si è evoluta in peggio. L'archivio di documenti conservato all'interno della struttura, che per decenni è stato clinica e pronto soccorso oculistico, è accessibile a chiunque accanto all'ingresso, aperto, del palazzo risalente a fine '700. Molti di quei documenti si trovano ora sparpagliati a terra, mentre nel grande palazzo ci sono i segni lasciati da chi, la notte, lo utilizza come ricovero. Eppure, a livello amministrativo, le cose si muovono. Sul posto a fine gennaio il ministero della Cultura, che con la Soprintendenza archivistica si occupa anche della corretta gestione di questo tipo di documenti, non divulgabili per 70 anni dalla morte del diretto interessato, ha avviato una ispezione. Chiamati in causa i vertici del policlinico universitario "Rodolico - San Marco", al quale la struttura, dopo le complesse vicende della rimodulazione della rete ospedaliera in centro degli scorsi anni, risulta catastalmente attribuita. Ma individuare la responsabilità della gestione dell'archivio è più complesso: l'ala dell'ospedale interessata è stata per anni utilizzata dall'allora Usl 3, l'attuale Azienda sanitaria locale Asp.

In attesa di capire di chi sia la responsabilità della gestione, i dati sanitari - in molti casi risalenti anche a epoche recenti - e quelli anagrafici di migliaia di persone restano alla mercé di tutti. Nei pressi vi sono anche altri due ospedali abbandonati, il Santo Bambino e il Vittorio Emanuele dove procedono due grandi cantieri. Da un lato, quello di via Sardo, i lavori da poco meno di 12 milioni a cura dell'Università per convertire i locali in polo didattico con all'interno anche alloggi. Sul lato di via Plebiscito quelli della Regione, da oltre 16 milioni, per realizzare il museo dell'Etna. Per il Santa Marta, invece, non c'è all'orizzonte alcun uso: l'edificio, che per oltre due secoli ha ospitato l'ospedale resta ad accesso libero, con soffitti pericolanti, documenti abbandonati e porte divelte. L'ingresso per decenni è rimasto occultato, ma oggi si trova nella piazzetta - ufficialmente senza un nome, ma da tutti in zona chiamata "piazza Santa Marta" - inaugurata sette mesi fa e creata abbattendo la struttura dell'altro ospedale che ne copriva la vista, il Villermosa. L'edificio, costruito nella seconda metà del '700, è enorme: alto oltre venti metri, all'interno ha tutti i segni di una chiusura che sembra arrivata improvvisa e inattesa. Eppure, come testimoniano anche video e fotografie disponibili sul social network "Facebook" in un gruppo che raccoglie foto e video da edifici abbandonati in Sicilia, la situazione è tale da ben prima della pubblicazione del reportage de "La Sicilia" di fine dicembre. E non è certamente l'unico edificio in queste condizioni in zona: detto degli ospedali "Vittorio Emanuele" e "Santo Bambino", che a oggi appaiono sorvegliati per via dei lavori in corso, il palazzo all'angolo del "Santa Marta" con via Bambino e fino a non troppi anni fa sede di Asp, è nelle stesse condizioni, con un locale al piano terra senza porte e pieno di quelli che un tempo dovevano essere arredi da ufficio. Non troppo lontano, in via Salvatore Citelli, anche l'ex ospedale Ferrarotto è abbandonato.

 

Sul tema del destino dell'archivio del Santa Marta «arriverà presto anche una mia interrogazione alla Regione», annuncia la deputata all'Assemblea regionale siciliana del Partito Democratico Ersilia Saverino. Nell'interrogazione, a risposta orale e urgente e rivolta al presidente della Regione Siciliana, all'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, si chiedono «Chiarimenti ed intendimenti del Governo regionale in merito allo stato di abbandono, degrado e rischio per la sicurezza pubblica dell'ex Ospedale "Santa Marta" nel centro storico di Catania». La firma sull'atto sarà posta anche dagli altri membri del gruppo Pd all'Ars, ovvero gli onorevoli Michele Catanzaro, Giovanni Burtone, Valentina Chinnici, Antonino Cracolici, Emanuele Dipasquale, Mario Giambona, Calogero Leanza, Dario Safina, Tiziano Fabio Spada e Fabio Venezia.