Il caso
Tribunale di Catania, aula con gradini e accesso impedito ai disabili: «Ci è stato negato un diritto»
Questa mattina un gruppo di persone in sedia a rotelle, guidate dall'avvocato Sanfilippo di Controcorrente, non ha potuto assistere alle udienze nell'aula Michele Papa di via Crispi. «Anni di denunce e niente di fatto. Sul caso anche una interrogazione parlamentare»
Un gruppo di persone con disabilità questa mattina si è data appuntamento per assistere alle udienze in corso nell'aula "Michele Papa" del Tribunale di Catania, in via Francesco Crispi. Ma l'aula, nonostante una ristrutturazione avvenuta nei mesi scorsi, non è stata adattata all'accesso per le persone con disabilità. «Siamo rimasti fuori, ci è stato negato un diritto», tuona all'interno del Tribunale l'avvocato Francesco Sanfilippo, presidente del Dipartimento disabilità del movimento politico Controcorrente. «Secondo l'articolo 23 della Legge 104 tutti i locali pubblici dovrebbero consentire l'accesso. È assurdo che non accada nel tempio della Giustizia, dove campeggia la scritta "La Legge è uguale per tutti". Ad accompagnarlo un gruppo di altre persone come lui in sedia a rotelle e Santo Musumeci, presidente di Catania più Attiva.
Come denunciato da Sanfilippo, che sottolinea come quella di oggi non fosse «una manifestazione, ma semplicemente un appuntamento tra un gruppo di persone che volevano esercitare un diritto», l'aula non è stata adeguata nonostante le prime interlocuzioni in merito fossero state inviate già nel 2020. «Abbiamo detto al Tribunale che in quest'aula potevano eventualmente celebrare udienze camerali e non pubbliche. Ci è stato risposto che abbiamo certamente ragione - sottolinea - ma che non avendo spazi non c'è alternativa se non mandare prima una comunicazione comunicando le esigenze per fare cambiare l'aula. L'interlocuzione è andata avanti prima con il precedente presidente Mannino ed è continuata con l'attuale facente funzione Cardaci». Sanfilippo mostra le comunicazioni inviate e chiede pubblicamente al giudice di spostare l'udienza. Accompagnato dai carabinieri viene poi ricevuto dal lato dell'aula di consiglio, dove viene constatata l'impossibilità di accesso. «C'è da sottolineare - prosegue - che l'aula è stata chiusa per mesi in ristrutturazione. Da settembre 2025 ha riaperto a gennaio 2026, ma con sorpresa sono rimasti gli scalini che impediscono l'accesso». Sanfilippo annuncia quindi che «non farò cadere la vicenda, farò causa al Tribunale. E sulla vicenda ci sarà anche una interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio da parte del deputato di Azione Fabrizio Benzoni».