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Mafia

Angeli custodi: «Ricordiamo quei "4 picciriddi" uccisi dai Santapaola»

Marco Barbarossa del centro aggregativo "Città dei ragazzi" prova a smontare il mito del boss per il quartiere: a luglio un murales sarà dedicato a quei ragazzini eliminati senza pietà 50 anni fa

04 Marzo 2026, 07:00

05 Marzo 2026, 12:06

Nitto Santapaola: il nome del capo indiscusso di Cosa nostra catanese risuona ancora tra i vicoli di San Cristoforo. Ma Marco Barbarossa, gestore del centro aggregativo per minori “Città dei ragazzi” di via Gramignani, ovvero lo storico luogo di aggregazione della zona degli Angeli Custodi, smonta la visione di quello che è stato un esempio negativo mitizzato per generazioni. «C'è memoria sicuramente di Santapaola e di cosa ha rappresentato. Lo vedo nei gesti, negli atti, nell'educazione, che le generazioni di quel periodo e a seguire hanno ricevuto dalle proprie famiglie. Non faccio - prosegue Barbarossa - di tutta l'erba un fascio perché nel quartiere ci sono tante famiglie che vivono in condizioni di fragilità ma comunque riescono a dare ai propri figli un'educazione adeguata. Con il contributo ovviamente in realtà come la nostra, delle scuole che cercano di fare il massimo affinché questi ragazzi possano vivere una vita diversa, magari da quella dei loro predecessori o antenati».

Barbarossa vuole però lanciare un messaggio diverso. «In giorni come questo, noi preferiamo ricordare non tanto la morte di un boss, ma tutte le vittime della della mafia, della criminalità organizzata, spesso innocenti. Un po' come la storia dei quattro picciriddi» . Barbarossa si riferisce a quanto avvenuto il 7 luglio del 1976, quando vennero uccisi quattro ragazzini ovvero Giovanni La Greca (15 anni), Riccardo Cristaldi (15), Lorenzo Pace (14) e Benedetto Zuccaro (13). Furono rapiti e uccisi: sarebbero stati colpevoli di aver scippato la madre di Santapaola, Cosima D'Emanuele. «La vicenda l'abbiamo raccontata l'anno scorso, in occasione della realizzazione della firma del nostro patto educativo per San Cristoforo. Il 7 luglio di quest'anno, quando saranno trascorsi cinquant'anni da questa strage realizzeremo sulla parete d'ingresso della Città dei ragazzi un murales che appunto rappresenterà i quattro bambini uccisi per aver commesso un torto al boss», conclude.