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18 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:35
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la lotta alla mafia

In fuga dall'8 gennaio: arrestato affiliato al clan Mazzei

Maurizio Motta deve scontare una condanna definitiva a 13 anni e 10 mesi, stanato dalla polizia a Fiumefreddo

18 Marzo 2026, 07:00

08:29

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Lo hanno stanato pochi giorni fa a Fiumefreddo, là dove aveva deciso di fissare il proprio quartier generale per trascorrere una latitanza più o meno serena. Purtroppo per lui - Maurizio Motta, 56 anni - però, i poliziotti della Squadra mobile etnea, affiancati dai colleghi del Servizio centrale operativo, gli stessi che hanno curato gli aspetti tecnologici delle ricerche, passo dopo passo sono riusciti ad accorciare le distanze dal latitante. Bloccandolo e arrestandolo l'11 marzo scorso.

L'uomo, indicato come esponente del clan Mazzei di Catania, condannato in via definitiva a 13 anni e 10 mesi di reclusione per associazione mafiosa ma anche per altri reati, si era reso irreperibile dallo scorso 8 gennaio, data in cui era stata pronunciata la sentenza di condanna con conseguente emissione dell’ordine di esecuzione da parte della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania. La stessa cui, per l'appunto, era riuscito a sottrarsi.

I poliziotti, alcuni giorni fa, dopo averlo individuato e avere avuto la certezza che si trattasse del loro obiettivo, hanno circondato l'appartamento in cui il latitante si nascondeva e vi hanno fatto irruzione. Motta, che non ha opposto resistenza durante il blitz, è stato trovato in possesso di una patente di guida falsificata e di alcune carte di credito, sulle quali sono in corso accertamenti.

Al termine dei procedimenti di rito, l’arrestato è stato condotto e rinchiuso nel carcere di Catania Bicocca, dove solitamente vengono reclusi gli affiliati al clan di Santo Mazzei 'u carcagnusu'. Fonti investigative aggiungono che è al vaglio della Procura Distrettuale di Catania la posizione del proprietario dell’immobile al cui interno il condannato è stato rintracciato.

Maurizio Motta è considerato dagli investigatori elemento di spicco del clan del "carcagnusu". Clan nel quale si sarebbe trovato spesso a muovere le leve di comando. Ciò, però, non gli avrebbe impedito di curare anche personalmente lo spaccio di sostanze stupefacenti, segno che, nei momenti di difficoltà, anche i personaggi di livello non disdegnano di mettersi all'opera in strada.

Il latitante è fratello di Giovanbattista Motta, già esponente di primissimo piano del clan Mazzei, ucciso in via Alogna, a San Cristoforo, il 3 giugno del 2007, nell'ambito di una delle tante "tragedie" maturate all'interno di Cosa nostra etnea e che in quel periodo colpirono il clan dei carcagnusi, che a quel tempo si riconosceva nell'ala stragista di Cosa nostra.