Il caso
Erano pronti a far sparire i milioni della pensionata: dopo i due arresti, ecco altre due misure cautelari
La storia della fioraia che voleva raggirare la vicina ottantacinquenne si arricchisce di nuovi capitoli. E non sono esclusi ulteriori sviluppi
Erano stati velatamente annunciati e adesso sono arrivati. Si tratta di due nuovi provvedimenti restrittivi - ordinati dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta dei magistrati della Procura etnea – che sono stati eseguiti nelle scorse ore dai poliziotti della Squadra mobile nell’ambito dell’indagine per circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita pluriaggravata che nello scorso mese di dicembre era valsa gli arresti in carcere alla fioraia Rita Catalano, di 65 anni, e quelli ai domiciliari all’avvocatessa del Foro di Catania Venera Cosima Nicita, di 54.
Questa volta l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata al promotore finanziario Claudio Iannaci, 53 anni, nonché alla segretaria di uno studio notarile, ovvero Lucia letizia Fisichella, di 50 anni. Per il primo è stata prevista la misura del divieto temporaneo di esercitare attività lavorativa e professionale presso istituti bancari e di credito per la durata di dodici mesi; per la seconda l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria territorialmente competente per tre giorni alla settimana.
I due avrebbero affiancato Catalano e Nicita, agevolandole nel tentativo di impadronirsi dell’intero patrimonio di tre milioni di euro appartenente a una facoltosa pensionata di 85 anni, vicina di casa della fioraia e per questo finita nel mirino della malfattrice. Catalano era riuscita ad accaparrarsi la totale fiducia della vittima, isolata dal mondo esterno e senza neanche la possibilità di leggere in autonomia la propria posta, atteso che Rita Catalano aveva ordinato al portiere dello stabile in cui le donne vivevano di consegnare esclusivamente a lei la corrispondenza della vittima, al fine di tutelarne gli interessi ed evitare che la signora, ormai un po’ troppo sbadata, combinasse qualche guaio.
In effetti il piano stava andando avanti e lentamente la pensionata si era messa a fare anche dei piccoli prelievi da destinare alle sue “amiche”. Il fatto è che durante una di queste operazioni allo sportello dell’istituto di credito di riferimento, un solerte quanto onesto direttore di banca ha compreso che qualcosa non stesse funzionando a dovere e che la sua cliente, senza figli né parenti vicini, stesse comportandosi in maniera inconsueta, arrivando addirittura a manifestare l’intenzione di modificare il testamento redatto appena un anno prima a favore di un ente religioso legato alla figura di Padre Pio, presumibilmente per favorire qualcuno di sua recente conoscenza. Per questo motivo il bancario ha bloccato le operazioni della donna e si è rivolto alle forze dell'ordine, dando disposizione agli altri impiegati dell’istituto di credito di non registrare operazioni a firma della pensionata se non ci fosse stato il suo visto.
Una serie di mosse azzeccate, visto che le indagini della polizia, coordinate dalla Procura distrettuale, hanno permesso di chiarire che Catalano aveva di fatto isolato l'anziana, impedendole di avere contatti telefonici o personali con chicchessia, se non in sua presenza. Quindi la fioraia, presi contatti con l’avvocata Nicita, avrebbe cominciato a pianificare il trasferimento del patrimonio della vittima. Operazione che la Nicita avrebbe dovuto facilitare grazie all’intervento di Iannaci, nonché della stessa Fisichella, la quale avrebbe suggerito la "strategia" più agevole, meno rischiosa e più rapida per appropriarsi dei beni della vittima: dalla redazione di una procura speciale in favore di Nicita a un’altra generale in favore di Catalano, nonché il cambio di testamento, che prevedeva di lasciare ogni cosa alla fioraia, erede universale. Le intercettazioni hanno anche documentato il piano per ottenere un certificato medico attestante la capacità di intendere e di volere dell'anziana, nonostante il referto di un primo neurologo lasciasse emergere dei dubbi sulle capacità cognitive dell'ottantacinquenne.
Inutile dire che l’intervento della squadra mobile ha bloccato ogni ulteriore azione, con due persone agli arresti e altre quattro indagate. Delle quattro, due oggi sono raggiunte da ordinanza di custodia cautelare ma non è escluso che non possano esserci ulteriori novità.
Intanto la pensionata è stata affidata a un curatore della Procura, che sta amministrando quel patrimonio con giudizio, assistendo la vittima così come la delicata situazione richiede.