Guardia di Finanza
Il business del falso correva su Facebook: sette misure cautelari a Messina
L'organizzazione, radicata nel quartiere Giostra, vendeva capi griffati contraffatti tramite dirette social. Tra gli indagati anche pregiudicati che gestivano il tutto direttamente dagli arresti domiciliari
La Direzione Distrettuale Antimafia ha coordinato una vasta operazione della Guardia di Finanza di Messina che ha portato all'emissione di misure cautelari nei confronti di sette persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all'introduzione, detenzione e vendita di merce contraffatta, oltre che di ricettazione. Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari, ha stabilito il carcere per quattro indagati, gli arresti domiciliari per due e l'obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per un altro soggetto. Dalle indagini è emerso un dettaglio singolare: alcuni dei coinvolti, seppur disoccupati, gestivano il redditizio business illecito comodamente da casa, nonostante si trovassero già ristretti agli arresti domiciliari per reati precedenti.
L'associazione criminale, attiva dal 2022 e fortemente radicata nel popolare quartiere "Giostra" del capoluogo peloritano, aveva allestito una vera e propria rete di e-commerce abusivo. Attraverso un gruppo chiuso su Facebook che contava oltre duemila iscritti, i sodali organizzavano frequenti dirette social per vendere a prezzi stracciati capi d'abbigliamento, accessori e profumi che riportavano i marchi falsificati di note griffe nazionali e internazionali. La merce veniva poi ritirata dagli acquirenti direttamente presso le abitazioni degli indagati, consegnata a domicilio nelle zone limitrofe, oppure spedita ai clienti residenti fuori sede. Le investigazioni, supportate da intercettazioni, pedinamenti e accertamenti bancari, hanno delineato un giro d'affari notevole, palesato da movimentazioni di denaro sui conti correnti del tutto sproporzionate rispetto all'assenza di redditi legali, e accompagnato da un ostentato sfoggio di ricchezza sui social network da parte degli indagati e dei loro familiari.
A seguito degli interrogatori preventivi svoltisi lo scorso 8 aprile, il quadro probatorio ha portato il GIP a confermare i provvedimenti per le sette figure ritenute centrali, riconoscendo invece un ruolo meramente gregariale per altri cinque indagati, per i quali era stata inizialmente richiesta la misura cautelare. Come previsto dalla legge in questa fase delle indagini preliminari, vige per tutti i soggetti coinvolti la presunzione di innocenza, in attesa dell'eventuale processo in contraddittorio che ne accerterà in via definitiva le reali responsabilità.