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30 aprile 2026 - Aggiornato alle 12:10
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L'intervento

Catania, la "boutique del falso" chiusa in diretta social: blitz della Guardia di Finanza

A San Cristoforo i militari hanno interrotto una vendita in streaming sequestrando oltre 1.200 capi e accessori contraffatti di noti marchi del lusso. Denunciati i due responsabili

30 Aprile 2026, 07:08

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I finanzieri del Comando provinciale di Catania hanno smantellato un'attività di vendita di prodotti contraffatti gestita attraverso un noto social network. Le indagini, nate dal monitoraggio del web contro l'abusivismo commerciale, hanno permesso alle Fiamme Gialle del II Gruppo di rintracciare i gestori del profilo e individuare la loro base logistica in un cortile del rione storico di San Cristoforo. Il locale era stato allestito come un vero e proprio magazzino per trasmettere in diretta streaming i "mercatini telematici", durante i quali venivano mostrati gli articoli a prezzi stracciati e raccolti gli ordini degli acquirenti connessi.

L'intervento dei militari è scattato proprio nel bel mezzo di una di queste dirette social. All'interno della struttura è stata scoperta una vera e propria boutique illegale contenente oltre milleduecento articoli tra borse, abbigliamento, scarpe e accessori di prestigiosi brand del lusso, dell'abbigliamento casual e sportivo. La merce sequestrata si distingueva per l'elevata fattura e la somiglianza con gli originali, presentando un'attenta cura nei materiali e nei dettagli, inclusi etichette, confezioni, falsi certificati di garanzia del venditore e persino QR code stampati sulle scatole nel tentativo di renderne credibile la provenienza.

L'intera fornitura, comprensiva di diversi pacchi già imballati e pronti per la spedizione ai clienti, è stata posta sotto sequestro in attesa delle perizie ufficiali da parte degli esperti delle case di moda coinvolte. I due gestori dell'attività, per i quali vige la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva, sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per i reati di ricettazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. La Procura della Repubblica di Catania coordina ora le ulteriori indagini, puntando a ricostruire l'intera filiera criminale e a individuare i canali di approvvigionamento della merce contraffatta.