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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 23:18
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Il caso

Polemica per lo stop al mercatino rionale per i funerali di un pregiudicato, il video dell'ultimo saluto a Barone

Lutto nello Zen e fermo imposto ai venditori dopo pressioni e messaggi social della famiglia La denuncia dei consiglieri. La Vardera: «Nel quartiere ci vuole l’esercito». Lagalla: «Fare subito chiarezza»

07 Maggio 2026, 23:01

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Mercatino rionale chiuso per funerale. L'ennesimo spaccato assurdo di una città che già in passato aveva regalato perle del genere.

Fatto sta che un gruppo di giovani in sella a scooter, ha impedito agli ambulanti di montare le bancarelle del mercato rionale in via Luigi Einaudi, nel quartiere Zen, per dare seguito a quanto chiesto sui social in occasione dei funerali di Carmelo Barone, 64 anni.

Secondo quanto riferito, i giovani si sono avvicinati agli operatori con tono intimidatorio, comunicando che il mercato non si sarebbe tenuto.

Sui social i figli avevano scritto: «Giovedì mattina si terranno i funerale di nostro padre – hanno scritto i figli in due post su Facebook – ci scusiamo con le persone del mercato ma essendo che nostro padre e molto amato e conosciuto non si fa il mercato fatelo girare nel modo che arriva a tutti».

Alla fine, le attività sono state sospese e si sono svolte le esequie.

Nel 2020 Barone, un pregiudicato, era stato arrestato e poi scarcerato in relazione a una sparatoria allo Zen, un conflitto a fuoco con i fratelli Letterio e Pietro Maranzano tra via Ludovico Bianchini e via Luigi Einaudi, la stessa area dove avrebbe dovuto tenersi il tradizionale mercato. Inoltre, il suo nome era comparso nell'operazione antimafia "Bivio".

Al funerale hanno assistito decine di persone. La bara, portata a spalla sopra le teste, è stata accompagnata dal lancio di palloncini e dallo <strong . Polizia e carabinieri sono intervenuti nel quartiere per ricostruire l'accaduto e identificare i responsabili che hanno impedito agli ambulanti di lavorare.</strong

La denuncia è arrivata ieri mattina da alcuni consiglieri comunali. «Oggi (ieri ndr) come ogni giovedì, si sarebbe dovuto tenere il mercato rionale allo Zen. Invece è successa qualcosa di incredibile, la famiglia di un soggetto già imputato per gravi reati nell'operazione bivio, ha scritto sui social che non si sarebbero tenuti i mercati e di fare arrivare il messaggio a tutti. Un'imposizione con metodo mafioso», hanno detto il depurato regionale Ismaele La Vardera e i consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello.

La Vardera ha poi rincarato a dose, dicendo di aver scritto una lettera al ministro degli Interni Matteo Piantedosi che allo Zen "c'è bisogno dell'intervento dell'Esercito".

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l'assessore alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti hanno espresso ferma condanna per quanto accaduto, gli operatori economici sono stati costretti a non svolgere la propria attività, con gravissime ripercussioni economiche e sociali per decine di famiglie, annunciando l'invio di una segnalazione alle autorità competenti, affinché venga fatta luce su quanto accaduto.

Amareggiato anche il parroco di San Filippo Neri, don Giovanni Giannalia, vittima a fine anno di intimidazione con degli spari verso la sua chiesa: «Mi sono ritrovato a celebrare il funerale del signor Barone, non sapevo bene chi fosse, e intanto mi arrivavano voci che qualcosa stava accadendo in piazza. Ma io non ho ricevuto alcuna comunicazione da parte delle autorità. Mi spiace davvero quello che è successo – ribadisce il sacerdote – ma a me non si può dire nulla, non ho mai avuto paura, com'è noto».