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Parco della memoria

Antonio Montinaro, uomo della scorta di Falcone, diventa paladino tra le mani del giovane puparo

Nel monologo di Antonio Tancredi Cadili particolarmente toccante il passaggio dedicato a Tina Montinaro, definita esempio di forza e impegno civile

23 Maggio 2026, 20:17

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Alle 17,58 il tempo si è fermato ancora una volta. Il Silenzio intonato dal trombettiere della polizia ha attraversato il Giardino della Memoria che da ieri è diventato Parco della Memoria. Per un attimo il pensiero è volato a quel tragico pomeriggio del 23 maggio 1992, quando un boato squarciò l'autostrada di Capaci.

Nel giorno del 34° anniversario della strage di Capaci nel ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, anche l'esibizione di Antonio Tancredi Cadili. Il giovane puparo palermitano è entrato in scena portando con sé un paladino speciale, un paladino che raffigurava Antonio Montinaro, simbolo di coraggio, sacrificio e fedeltà allo Stato.

Ha recitato il monologo dal titolo "Lettera ad Antonio Montinaro", un testo scritto da lui. Nel monologo, Antonio ha ricordato non solo il giudice Falcone, Francesca Morvillo e il caposcorta Antonio Montinaro, ma anche i colleghi Rocco Dicillo e Vito Schifani, sottolineando come la mafia abbia tentato di distruggere vite e speranze senza però riuscire a cancellare la memoria e gli ideali di giustizia. Particolarmente toccante il passaggio dedicato a Tina Montinaro, definita esempio di forza e impegno civile per avere trasformato il dolore in memoria attiva attraverso il Parco della Memoria.

La cerimonia è stata presentata dalla giornalista Ambra Drago e ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti delle istituzioni, fra i quali il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, l'ex presidente del Senato Pietro Grasso, l'onorevole Carolina Varchi. Al termine dell'esibizione, Antonio ha donato il paladino a Tina Montinaro insieme a una lettera contenente il testo integrale del monologo. Il paladino sarà custodito nella sede della Fondazione Montinaro, in via Stefano Turr 38 a Palermo.