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24 maggio 2026 - Aggiornato alle 21:47
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A Catania

Un'altra corsa clandestina fra calessini: niente armi ma atteggiamenti di sfida a volto scoperto sui video

Un segnalatore anonimo ha mandato il video all'animalista influencer Rizzi che lo ha rilanciato sui social

24 Maggio 2026, 21:35

21:54

Un'altra volta. Senza vergogna. E si torna alla tradizionale domenica all'alba. L'ennesima sceneggiatura di una corsa clandestina di cavalli si sarebbe consumata sulle strade catanesi. Un segnalatore, con un contatto fake, ha mandato il video (che abbiamo ripreso) all'animalista influencer Enrico Rizzi che ha fatto immediatamente un post denuncia: «Il fallimento totale e palese della Legge Brambilla - scrive - totalmente farlocca tanto che questi criminali se ne infischiano e continuano a delinquere sulla pelle degli animali».

Non usano armi stavolta. I motociclisti che fanno da staffetta urlano e suonano i clacson nel tentativo di incitare i puledri al galoppo. Ma la cosa assurda è che alcuni dei partecipanti alla competizione totalmente illegale non hanno nemmeno paura di mostrare il loro volto alle telecamere dei telefonini. Quasi un gesto di sfida. La strada trasformata in ippodromo pare essere stavolta nella zona più vicina a Catania, forse qualche provinciale che porta alle zone balneari verso Siracusa o all'area industriale in direzione Lentini. Sull'asfalto è stata disegnata una stella che quasi sicuramente rappresenta la linea di partenza della sfida dei due calessini: uno colorato di verde e uno di rosso. Ci sarà un significato (criminale) anche su questo aspetto.

La certezza che la gara non autorizzata sia avvenuta proprio stamattina non è possibile darla. Ma questa è la data fornita a Rizzi dalla talpa di corse clandestine. Questo caso segue di poche settimane la competizione abusiva che si è tenuta di venerdì mattina in una strada delle campagne di Palagonia. E la polizia, precisamente gli agenti della squadra a cavallo, avevano in poche ore individuato fantini e cavalli, con le rispettive stalle a San Cristoforo.

E siamo convinti che anche stavolta la macchina della giustizia arriverà feroce. Ma forse, vista la spavalderia dimostrata dai partecipanti, sarebbe utile seguire l'istanza del procuratore di Catania, Francesco Curcio, di cambiare la normativa su questi fenomeni criminali che possano anche prevedere misure cautelari.